Dal blog ufficiale: www.appuntidivita.it
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Ci sono notti più lunghe, notti senza sonno, notti senza rumori dove a farti compagnia c’e` qualche lampione acceso e il fumo che sbuffi da una sigaretta.
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“Ce la posso fare” mi dico mentre la nuova e fiammante sveglia di Topolino manifesta senza arrendersi che è l’ora di alzarsi. È che ritornare ai fasti lavorativi dopo una settimana – dieci giorni contando pure i due weekend – è dura, è veramente dura.
Lo so, non mi sono fatto vivo, latitante sotto tutta la linea. Ho sistemato parecchie cose e cambiato tante altre, sono state giornate di messa a punto completa sotto ogni aspetto. Sono bei giorni – mi viene da dirlo piano – perché sappiamo tutti che la vita sa essere bastarda, anche se oggettivamente sono in netto credito. Quindi scusatemi anche se questo è semplicemente un mini aggiornamento. I momenti più intensi, inevitabilmente, sono stati quelli vissuti con Francesca. La nostra storia è cresciuta in maniera esponenziale e sulla soglia del quinto mese insieme non posso che ringraziarla per tutto quello che ci mette, che ha portato. Ci sono state situazioni inenarrabili che ci hanno avvicinato e fatto divertire, se possibile, ancora di più. Le risate, gli abbracci, le sorprese, le sue espressioni d’autismo davanti al DS rosa, Raul, brum brum e fru fru, i panini di Cicubo, la cena da Aldo e tante altre piccole cose che sono ulteriori colate di cemento armato sulle belle basi che abbiamo costruito. Ho vinto, Francesca e pochi altri sanno a cosa mi riferisco. Ho vinto. Non era una gara, ma adesso sì, posso guardare indietro dall’alto verso il basso ed è soltanto merito nostro. Mio e suo. Buon inizio di settimana a tutti.
Da www.appuntidivita.it
E’ il primo post che scrivo direttamente da Appuntidivita.it. Non è ancora tempo di ufficializzarlo, di fare i redirect del caso, però volevo provare con questa nuova interfaccia fin tanto non avrò sistemato la grafica e un po’ tutti i post importati. Innanzitutto: buona Pasqua. E’ un giorno per molti davvero importante, per altri di solo ritrovo e per altri ancora è un giorno qualunque, solo che non credo nella teoria dei giorni qualunque. Anche un giorno assolutamente apatico può avere risvolti di rilievo e - magari - positivi. Era qualche tempo che non scrivevo, è tornato mio fratello - non ha pace - e ho avuto parecchie cose da fare. Sono stato preda dell’influenza ancora una volta con una febbre che nel suo apice ha superato abbondantemente i 38 e devo ringraziare Emanuele quando nel momento peggiore mi ha fatto compagnia alla fermata di Casal Bernocchi. Concludo questa prima parte augurandovi ogni bene, sperando che quello che è accaduto nel vicino Abruzzo non venga dimenticato come per tragedie simili in passato, dimenticando - per una volta almeno - le varie bandiere politiche e sottolineando invece la dignità e l’importanza di ogni vita. Retorico, ma sentito. Buona Pasqua a tutti e grazie sempre per l’affetto e il seguito che mi regalate costantemente.
Per quanto riguarda noi due, Amore, dopo quel colpo di scena inaspettato - le cose sono ricominciate a crescere in maniera esponenziale. As usual. Io non so se ti accorgi anche tu di quanto stia diventando grande questa nostra storia. Ieri hai conosciuto mamma e mi viene da sorridere per tutte quelle volte in cui ho dovuto far finta che qualcuna le piacesse veramente e di come invece questa volta sia assolutamente reale. E’ fatta così, è istintiva, ma è come me sotto questo aspetto: se una persona le va a genio, non finge, è se stessa e da tanto. Mi hai fatto morire in ascensore, prima di salire: “oddio non partire, oddio lo sto facendo davvero!” Eri emozionata e tenera e sei bella, in ogni contesto con quella tua naturalezza. Eravate belle entrambe sedute a parlarvi, non sembrava che voleste smettere e sono intervenuto così che quella buona impressione reciproca permanesse il più a lungo possibile nella giornata. E con te sto bene, sto bene veramente. Non avrei mai detto che avrei imparato l’amore vero adesso e da una ragazza così giovane, ma te lo devo e questo grazie è per te. Ho in mente cose che nemmeno immagini, c’è tanto, davvero tanto da fare insieme. Da questo quarto mese in cui ci siamo addentrati ne hai visto finora soltanto una piccola parte. Mi gusterò ogni tua espressione di meraviglia e della felicità che meriti e meritiamo. A quest’ora starai stramangiando e facendo la brava donnina di casa, auguri di cuore a te e a tutta la tua famiglia, ci sentiamo dopo, non vedo l’ora sia stasera per essere ancora e di nuovo noi due.

Ci eravamo dati il buongiorno come sempre e invece mi ha fregato alla grande. "Amo, mi chiami un attimo?" E ti ho chiamata ed eri a Piazza della Repubblica. Super mega sorpresa. In dieci minuti prendo accordi in ufficio e ti raggiungo contento come un bambino sotto l'albero di Natale a scartare regali. Ti vedo da lontano e ti abbraccio, sei un incanto, mi baci, stringi e non la gestisco, scodinzolo contento e incredulo. E camminiamo, parliamo, siamo uno scambio continuo di tenerezze e decidiamo che un Mc possa fare al caso nostro. Mangiamo tra piccioni e turisti, tra panini e patatine, poi altri due passi, ci sediamo sulla scalinata, coccole e tenerezze, poi piano piano ci avviamo al bar dove la mattina vado di caffé appunto per due caffé e ci fermiamo lì vicino al mio ufficio, mi fa stranissimo vederti dalle mie parti lavorative. Non ci scolliamo per tutto il tempo che rimane, mi pesa terribilmente farti andare via, anche perché davvero non mi aspettavo questa sorpresa. Mi fa impazzire dicendomi che hai sbagliato metro, mi prendi in giro e io mi arrabbio bonariamente e ci sentiamo fin quando non arrivi a casa. E mi godo - come sempre - tutto il bello che mi dai e che cerco di ricambiare come posso. Sai bene quanto mi ero spaventato la sera prima. Allora grazie per l'ennesima dimostrazione verso di noi, sei un incastro di sogni che si realizzano. Buona giornata Amore.

In un certo senso abbiamo anticipato i tempi già da giovedì, la serata del cofano, eravamo cotti dai festeggiamenti, dai tuoi momenti di autismo in preda al "ti prego, ti prego, ti prego!" e il bracciale che mi hai regalato e che tengo al polso con soddisfazione e che mi ricorda in ogni istante quante ne abbiamo trascorse insieme. La ciliegina sulla torta poi è stata la splendida serata di Venerdì, tra Mc, il dolce, il fragolino, le chiacchiere, le coccole e tutto il resto vissuto insieme a casa di Nina. Non sono fiero di te soltanto perché ci sei e per quello che mi dai, ma per la capacità che è propria della tua persona di farti amare da me in questa maniera. Probabilmente è proprio vero, quando l'incastro è perfetto non c'è molto altro da aggiungere. Giornate come oggi che pur non facendo nulla sono pieni di ogni nostra sfumatura, condite da risate folli e cazzeggio brado beh... Mi fanno comprendere di quanto sia valsa la pena aspettarti, di quanto abbia senso esserci, amarci. Ed è così che giorno dopo giorno c'è sempre qualcosa in più e mai in meno nel nostro essere noi due. Sì, certo, ci sono stati momenti di scontro - siamo due teste dure, non a caso capricorno e acquario - ma il buon senso ha avuto sempre la meglio perché insieme siamo felici, felici davvero. Perché non mi preoccupo di esserlo soltanto io, voglio che lo sia sempre e comunque tu prima di tutto. Sì dice che l'amore incondizionato sia tale solo quando si è felici della felicità di chi amiamo ed io credo sia proprio questo il caso sai? Io sono appagato perché tu lo sei da quello che costruiamo insieme. Ed è tanto, tantissimo, guarda che fondamenta che ci sono. E seppure qualcuno ne soffre, se anche inevitabilmente si finisce nella trappola dell'invidia degli altri, ben venga, noi saremo più forti, costantemente più forti. E allora, grazie Amore mio per questi tre mesi appena trascorsi, per tutto quello che soltanto tu puoi capire e buon inizio di quarto, il meglio deve ancora arrivare. Perdona qualche frase troppo melensa, ma non ho voglia di limitarmi, non davanti a chi leggerà e figurarsi davanti a te. Ti amo.
[Io ci credo sai, credo alle favole, credo sia possibile..
Sta solo a noi renderlo facile,
bisogna fregarsene dei luoghi comuni e delle chiacchere,
di chi in fondo in fondo sa che per quanto si possa resistere,
prima o dopo finirà.
Succede sempre e che cosa avremo noi di diverso dagli altri e poi,
è naturale che i fuochi si spengono e le ceneri restano..
Sarà così, forse inspiegabile..
Ma continua ad ardere Il fuoco che avvolge tutti e due:
di legna ne ho da vendere..]
Io dico che quello che hai fatto davanti al cofano della macchina, non l'ho mai visto in nessun altro contesto e in nessun'altra persona ^^ Sei un cazzo di spettacolo.. C'è gente che pagherebbe per vedere il momento di autismo incontrollato che hai avuto ieri sera.. Sei tutto..^^

) e ogni istante che di noi ha scandito il tempo. Preparare il PDA per la prossima settimana, il nostro testardo e simpatico battibecco, le foto sfocate, gli occhi storti, le battute, il rientro a casa, il duro momento dei saluti, gli sms con Marco che mi russava accanto, fare colazione con il salame al cioccolato che mi ha preparato tua mamma.. e tutto va come deve andare. Perfettamente. E` stata una serata splendida ed io non posso che ringraziarti per tutto quello che ci metti dentro...Buon venerdi` Amore. Grazie veramente.
Quando è suonata la sveglia e ho spalancato gli occhi ho avuto seri problemi a dare il via a questa giornata. Mi sono alzato - sconclusionato - e a fatica mi sono preparato e uscito di casa. Stanco, da morire, ma felice. Sabato pomeriggio alle tre e un quarto ero sotto casa tua e Dio solo sa quanto avevo bisogno di stringerti, sarei arrivato anche alle sei di mattina se possibile. Scendi che sei il solito incanto e, da colpevole dell'infelice notte precedente, ti stringo e bacio conscio che questa volta gli applausi sono tutti per te. Sei dolce però, ci scherzi su e non me la fai pesare se non con qualche leggera battuta che ci sta tutta, io me lo segno dentro, perché mi fa capire quanto impegno ci metti, quanto amore, quanta capacità hai di aiutarmi e venirmi incontro quando un passo falso lo faccio io. Sei un essere speciale e ti devo il grazie più sentito di tutta una vita. Facciamo i giri promessi, passiamo da acqua&sapone per i rifornimenti che solo tu puoi sapere. Apri il cassettino del cruscotto quando vai a posare parte degli acquisti e scopri il piccolo pensiero - era il minimo davvero - e lo scarti e sei bella, sei tutto e non vedo l'ora di vedertelo addosso. Così ora sono 61, dobbiamo arrivare a 70 e poi oltre: ci vorrà una stanza apposita a casa nostra. Proseguiamo per Acilia per avere qualche delucidazione in più sul tuo tattoo, torniamo poi a Ostia, passiamo da remix per la scheda e fortunatamente già è attiva, sistemiamo la rubrica, i messaggi e andiamo a prenderci qualcosa al Bar Martin prima di lasciarti al lavoro - anche se avrei fatto di tutto per passare la giornata con te e non lasciarti andare - prima di salutarmi, mi dici che probabilmente tua madre verrà a cena e nel caso venga anche io, sistemerai i tavoli nella maniera migliore. Praticamente nei due estremi del locale. Sento Luca grande che mi conferma che ceniamo insieme da te, ti chiamo e mi dici di nuovo che eviterai di farmi stare vicino a mamma per evitare imbarazzi vari. Mi vedo con un amico al volo, passo a casa, vado a prenderti una rosa, mi sistemo e passo a prelevare Luca, arriviamo e mi intravedi. Mi guardi con una faccia che già spiega tutto, anche se speravo scherzassi quando entrando mi hai detto: "Amo', sei seduto accanto a mamma". Entro e vedo Peppe affianco a lei e un tavolo vuoto alle loro spalle. Mi sarei voluto sotterrare: era vero! "Buonasera signora, finalmente ho il piacere di conoscerla!". Il sorriso delle migliori occasioni, gentilezza estrema e un "che Dio me la mandi buona!". Non guardavo realmente la partita mentre eravamo al tavolo, fuggivo gli sguardi che - ovviamente - tua mamma mi riservava a mo' di studio: sono pur sempre il ragazzo della sua cucciola. Volevo fare una bella impressione e tutto sommato non sapevo come comportarmi. Al momento dei saluti, mentre tu passavi e mi guardavi con quell'espressione che "ti giuro non è colpa mia se siete vicini! Posso spiegarti tutto!"e dentro me la ridevo perché sei deliziosa, Peppe mi lascia solo con tua mamma e io come meglio sono riuscito, ho abbozzato un dialogo di convenevoli dovuti e sentiti e ho appoggiato, chiaramente, il suo bacchettarti per la tosse. Istintivamente ho creduto di esserle rimasto simpatico, fortunatamente me lo confermi poco dopo con un messaggio che ti ha mandato mentre io annaspavo negli "speriamo bene" aspettando di fumare una sigaretta con te. Al John Bull, aspetto con gli altri che passino le ore che ci dividono mentre Claudio - che se non fosse uno dei due soci del locale e un buon amico ucciderei - ci massacra da juventino per la macabra partita persa contro di loro. Verso l'una accompagno Luca e mentre parliamo - tantissimo tra l’altro- sotto casa sua mi arriva il tuo messaggio, sei pronta e vengo a prelevarti. Hai il viso stanco quando arrivo e non è giusto che ti faccia strapazzare oltre, nonostante stare con te sia l'unica cosa che voglio. Così, ci fermiamo un po' sotto casa, annusi la rosa, leggi il biglietto, ci coccoliamo un po'. Sto da Dio con te. Il tempo passa sempre troppo in fretta. Arrivo a casa, felice come un bambino che il momento no sia passato - dopo la tempesta viene sempre il sereno - e messaggiamo fin tanto non mi addormento agonizzante con il telefono in mano (non succede mai, vero?). Tu pero` non dormi, un brutto sogno, qualche pensiero e mi riscrivi, ma proprio non ti sento, mi sveglio alle sei di soprassalto e leggo il messaggio e ti mando quella buonanotte che ti meriti e che involontariamente avevo mancato. Ieri mattina poi verso le undici torno operativo dal coma, tu eri già in piedi per i soliti giri, ti mando il buongiorno ed inizio a ristrutturarmi visto che dobbiamo affrontare la prima cena ufficiale con una importate parte dei tuoi affetti. Mentre io preparo il cd con tutto il mio repertorio, mi invii un messaggio dove mi hai scritto che mamma si è lasciata partire una sviolinata nei miei riguardi: scodinzolo. Io e tua mamma andremo d’accordo, mi era piaciuta anche lei. Vengo a prenderti verso le cinque, andiamo con il resto della ciurma del Golden a prendere una cosa, Nello viene braccata dalla figlia e purtroppo Martina bracca anche te. I casi umani è vero, ma anche un senso di tenerezza. Mi guardi stremata dalla situazione e provo a coccolarti un minimo anche così. Poco più tardi riusciamo a staccarci e andiamo via, ti faccio sentire le canzoni - un po' mi vergogno, non saprei spiegarti il perché - mi coccoli, mi baci e abbracci, però lo so che sei stanca e ti accompagno a casa, in maniera tale che tu possa riprenderti e prepararti per la serata mentre io mi avvio a recuperare il dolce. Dopo il tira a molla "vengo a prendervi io/veniamo a prenderti noi", alle 8 e mezza venite a prendermi al John Bull, Peppe è veramente carino con me e a me istintivamente viene di fare altrettanto, prendiamo i dolci dalla mia macchina, vuol darmi subito la sua parte della spesa ti bacio e saliamo sulla vostra. Arriviamo da Bibby e mi ritrovo Glaucone che è subito affettuoso, Valerio e conosco finalmente Emiliano e Barbara. Arriva inaspettatamente anche Manuela, ma devo essere sincero, pure se non ci fosse stata sarei stato bene, tanto per le attenzioni che mi hai dato - non mi mollavi mai - e tanto perché veramente sono stati tutti carini nei miei confronti. Si parla di tutto, io ho sempre una mano incastrata con la tua, tu mi stai addosso, mi baci, ci sei, ti sento eccome. Si ride, Glauco prende la scena - è il tuttologo per eccellenza - io provo a esserci ed intromettermi solo quando congruo o necessario, anche se sono della sua idea: "chi ha qualcosa da dire è perché sa quello che dice", ma c'è il momento per farlo, non alla prima cena ufficiale dove un po', inevitabilmente, verrò pesato da chi non mi conosce. I discorsi più leggeri sono davanti alla carbonara, condita bene, ma spezzettata e moscia "allappava" e c'è il massacro su Bibby (bella lei) e Manuela ed io scopriamo che Valerio non è solo serioso e posato. Dopo averne fumata una con te e Manu, usciamo a fumare anche io e Peppe ed è lì poi che ho scoperto che c'è stima reciproca. Probabilmente sarà sempre 'guardingo' in quanto tuo fratello, ma dai discorsi che mi fa - potrebbe non raccontarmi tante cose - si nota eccome che mi sta dando fiducia. Torniamo, si va di polpette, ottime e io con il culo che ho mi mastico un pezzo d'aglio. Però erano buone davvero. Arrivano poi i dolci, Glauco riprende (ma l’aveva mai mollata?) la scena ed io scopro di avere una simpatia a pelle per Emiliano. Finiamo a parlare insieme più di una volta. Poi cambiano le posizioni, le postazioni, mi accompagni a fumare, ti si vede addosso tutta la stanchezza di questi due giorni, ma tu resisti e poi ti infervori nel discorso della palestra con Barbara ed Emi, mentre io Manuela parliamo, di ciò che sai, alle tue spalle. Finisco la serata con te addosso e promettendo ad Emi e Barbara che mi iscriverò in palestra da loro. Dopo qualche cenno Peppe si scastra da Glauco e riusciamo ad avviarci. Sono felice e stanco, ma quando si è felici, come scritto prima, la stanchezza non pesa. Mi accompagnate a recuperare la macchina, ringrazio Peppe, scendo, mi baci al volo e nemmeno riesco ad entrare nella mia che sei di nuovo presente e mi mandi un messaggio e ti amo, cazzo. Ti amo. Restiamo a scriverci fin tanto non arriviamo a ridosso dei sogni. Ti ringrazio di tutto Amore, per le attenzioni, per l'esserci, per il capirmi, per il dialogo, per avermi fatto entrare così nella tua vita, per ogni minima sfumatura nei miei confronti che continua ad unirci maggiormente. In due giorni ho conosciuto molte delle persone che per te contano maggiormente. Grazie davvero Amore mio, il resto è il conto alla rovescia per poterti stringere di nuovo, per il tuo giorno da modella, per tutta la vita che aspetta, per poterti respirare ancora e incidere nel tempo altra vita a forma di noi due. Buon inizio di settimana.
L'attesa è coltelli affilati intorno alla vita nuda che spingono ad ogni minimo movimento. L'ansia è quegli stessi coltelli portati sul collo ma così stretti che non permettono nulla e nessuno può aiutarti. La verità non è mai assoluta, è soggettiva e sfumata dalle impressioni, il tempo è soltanto utile a superare gli errori. E mi trovo così, incastrato fra coltelli, impressioni e con il bisogno di correggere errori. Fa male, ma lo stesso mi muovo perché non riesco a stare fermo. Quando vieni a capo di te stesso, non puoi altrimenti. La realtà è che io ho paura. Già, proprio io. "Signori e signori, benvenuti all'avvenimento, trentennale per giunta, in ammissione pubblica, vi riveliamo che il pluri oratore, mezzo artista, consigliere e uomo progmatico per eccellenza, ha paura. Gianni D'Ambra ha paura!". La mia faccia sul bersaglio da colpire come meglio si crede. Io ho paura. Ho paura da quando ho capito, stanotte, che io così non ho mai amato, da quando mi sono reso conto che non sei un in più, ma l'esigenza per vivere come non ho mai vissuto, da quando ho marcato la linea tra desiderio e bisogno reale. Perché io non spero una vita con te, io la voglio. Scoprirsi così vulnerabili però, colpisce forte. Un minimo vento contrario assomiglia alla tempesta, un'onda ad un maremoto, un movimento precario ad un terremoto. Percezioni, le chiamano. E i recettori delle mie percezioni ora sono assolutamente più sensibili: è la paura che li aziona in questo modo. Ma perché ho paura? Mi sono chiesto tutta la notte, tutto il tempo rimanente tra il chiudere gli occhi e spalancarli. Perché ho una reale idea di quanto starei male perdendoti, sarebbe il colpo più duro, quello da cui non potrei più riprendermi. Giorno per giorno, cercando di esserci, impegnandomi affinché tu superassi le tue insicurezze, ho finito per scoprirmi tantissimo e mi sono ritrovato completamente dentro questa nostra cosa, questo noi due. Nel processo di dare, ho anche avuto e questo è innegabile e assolutamente coerente, solo che questo scoprimi così, per me non è era naturale. Ecco che allora una tua minima assenza - lo so bene che stiamo parlando di dettagli - spaventa più del necessario. Ecco che ogni piccola cosa sommata ad un'altra, diventa paura. E, ieri poi sono arrivato al limite. Il massimo dell'insicurezza - che poi non sono capace o non mi ci so trovare nella parte dell'insicuro - e l'idee malsane hanno preso forma da sole e si sono aggiunte alle cose che non capivo. Ho scritto una mail che non ti ho mandato. Ho messo davanti la razionalità allo stato d'animo, ai sentimenti contrastanti, me lo sono imposto. Ho tenuto finché ho potuto. Sono uscito, sono andato al pub, avevo la faccia di chi sta male, me l'hanno detto tutti, ho cercato di mangiare qualcosa, bere qualcosa, ma avevo lo stomaco così chiuso che non avrei mandato giù nemmeno un po' d'acqua. Sono andato via allora, mi sono fermato sul lungomare. Sono sceso a respirare aria e salsedine a controllare se il mare era sempre al suo posto, avere una garanzia assoluta. Sono rientrato in macchina, mi ero gelato. Ho visto il tuo messaggio, ti ho scritto che non ero arrabbiato, non lo ero davvero. Avevo pensato di doverti delle spiegazioni, scriverti i miei stati d'animo e per via del wap gratuito, volevo farlo attraverso facebook, un messaggio di posta. Pensavo di scrivere qualcosa che ci avvicinasse - anche se tu dal tuo punto di vista e non conoscendo il mio pensavi già di esserlo - e mi sono connesso. Ma ho trovato la sorpresa di uno status antipatico, dove te la ridevi come se niente fosse, dove io ero escluso. Mi sono sentito solo. Ho tamponato finché ho potuto, ho aspettato un'altra mezz'ora, bruciato alcune sigarette. Perso la cognizione del tempo. Speravo ti facessi sentire, non è successo, giusto o sbagliato che fosse, non è successo e la razionalità se ne è andata a farsi un bel giro. Ti ho chiamata e il resto lo conosci perfettamente. Il resto è la mia notte in bianco a camminare il corridoio, fumare sigarette al bagno, tornare al letto, guardare il cellulare. Il resto è stato rendermi conto di quanto fossi spaventato, di quanta paura mi corresse nelle vene per esserci dentro sul serio, per amarti davvero. Il resto era associare le parole che mi avevi detto al telefono a quelle mancanze che io avevo sentito. Il resto è stato scoramento, rabbia, tristezza, bisogno di te costante.
E' il breakeven, la linea di pareggio, il nostro pareggio, quello vero. Il momento in cui si riparte dallo stesso punto, come due atleti allo start, che però non devono vincere singolarmente, ma insieme.
Mi dispiace farti male, in qualsiasi forma questo avvenga, sia avvenuto, mi dispiace veramente. Il mio intento, da quando ho iniziato a conoscerti, è soltanto quello di vederti felice, sorridere, farti sentire appagata. Costruire, costruire, costruire. Perché quando io chiudo gli occhi e penso a qualcosa che riguarda il mio domani, tu sei con me. Integrante, congrua, ne fai assolutamente parte. Tu sei il domani che cerco, ma per essere domani, si passa dall'oggi. E l'oggi è lastricato da tutti gli ieri che abbiamo condiviso perfettamente insieme, di cui sono fiero e probabilmente ti senti fiera anche tu. Perdona la mia paura, la sto combattendo come tu hai fatto tempo addietro con la tua, ma lo sto facendo sul serio, è la mia prima volta, doveva succedere prima o poi, ma sono contento che sia accaduto proprio con te, l'unica persona in grado di capirmi, l'unica in grado di strarmi dentro veramente. Scusami per l'inaspettate difficoltà, ma ce la sto mettendo tutta. Ti amo, davvero.
[..Ma l'unica cosa evidente è che il mostro ha paura..]

C'è così tanto silenzio che senza il ticchettio delle dita sulla tastiera mi sentirei quasi a disagio. Non sono stanco e non ho sonno, lo stesso però mi costringerò ad addormentarmi per recuperare qualche ora di riposo che verrà a mancare nella settimana a venire. Eri stanca. Te l'ho letto in faccia quando sei sbucata dall'interno, con quel viso assonnato che non chiedeva altro che di finire nel letto. Infatti non volevo arrivare al circoletto, non sono così egoista da non lasciarti riposare. Ormai starai sognando, io ho fatto due chiacchiere con due amici, ci si incontra nelle ore più strane. E' stata una giornata piena comunque. Soprattutto la tua, con gli scazzi che hai per dare retta alla gente e ai folli che lavorano con te. E allora buon proseguimento di sogni Amore mio, provo a dormire anche io, magari ci troviamo in qualcuno di questi fin tanto che dopo il lavoro verrò a prenderti e buongiorno anche per quando ti sveglierai. Sto con te.
[io perciò non ho paura
di niente se ci sei
perchè so che niente ti
potrà spaventare mai
perchè tutti sono buoni
se le cose vanno bene son leoni
ma se il gioco si fa duro
lo so che non te ne andrai
perchè tu non ti fermi
almeno quando dormi
se parti so che torni
non mi deludi mai
perchè so che reagisci
e dentro al fango tu non mi lasci
al mondo solo tu ci riesci
perchè non mi deludi mai]