06/07/2009
È l’attimo che passa tra il fare e il non fare. L’ansia che anticipa il momento. La vigilia della festa. È la tangibilità che rassicura. La tranquillità che permette sogni sereni. L’archetipo della felicità. È la volta che ammetti un errore. Quella che sei contento di commetterlo. La realizzazione tanto sospirata. È una canzone che ti rimane in testa tutto il giorno. È l’acqua fredda che scivola in gola in un giorno troppo caldo. Il sorriso che ti viene spontaneo. È l’unica cosa buona quando suona troppo presto la sveglia. Quel po’ di luce quando  è troppo buio intorno. Il silenzio quando i pensieri fanno troppo rumore dentro. Il caffè che stringi in mano di mattina. È l’incredulità’ davanti a qualcosa che funziona. Quell’egoismo sano a difesa di quanto senti tuo. L’umiltà’ nel dire “mi dispiace”. Il sogno che finalmente si realizza. Il messaggio giusto al momento giusto. È la voglia che non si esaurisce mai. L’attesa prima del viaggio. Le sorprese che ti sorprendono davvero. L’improbabile che diviene possibile. È il filo di vento  in un pomeriggio torrido. È l’impegno che viene ricambiato. È il naturale corso degli eventi. È semplicemente questa nostra storia. È tutto quello che abbiamo costruito. È tutto quello che stiamo costruendo, tutto quello che soltanto noi possiamo conoscere. Buon inizio di settimo mese, Amore.

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23/06/2009
Il messaggio che mi fa sorridere e quello che mi intenerisce. Le finte polemiche per le finte discussioni. Le sorprese che ti fanno impazzire e la mezz’ora sotto casa. L’attesa per una nostra serata. L’aspettarti quando sbuchi dal portone. La sigaretta che mi accendo quando sali in auto. Le dita intrecciate, l’allegria brada che condividiamo. Il trovarti sotto al lavoro, le coccole a piazza della Repubblica. Le notti passate sveglio a pensarti, la strada che ci aspetta lì avanti. I primi giorni di mare insieme, quell’olio da motore che ti metti addosso per abbronzarti. La tua pelle olivastra e la mia bruciacchiata. La piega intorno alle labbra di quando mi osservi ad un respiro di distanza, le mille parole inventate tra un abbraccio e un altro. Le discussioni furibonde che ci sono capitate, la voglia di ripartire e sempre con più convinzione. L’ascoltarti quando mi racconti di te e del tuo passato, la tue espressioni e i brividi che solo tu puoi darmi. Perché sei tutto, tu.

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16/06/2009
Ci sono notti più lunghe, notti senza sonno, notti senza rumori dove a farti compagnia c’è qualche lampione acceso e il fumo che sbuffi da una sigaretta. A volte ti sembra di fare molto mentre invece non è mai abbastanza. A volte vorresti di più e quel che hai indietro deve essere abbastanza. Certi pensieri non li lavi via con la stessa semplicità di mani sporche. Mi sono portato dietro troppo a lungo, trascinandola con la corda dei ricordi, la carcassa di errori che non mi perdonavo, la responsabilità degli amori finiti, l’ineluttabilità’ di scelte sbagliate. Come sedersi ad una scrivania a firmare cambiali su cambiali nella speranza di riuscire a saldare tutti i conti, senza ritrovarsi in credito, ma almeno pareggiandoli. Io sono quello che però ci rimette su l’entusiasmo come se il passato non abbia svolto il compito di transitare. Come se ogni giorno sia veramente nuovo e abbia la valenza, la forza, di lasciare alle spalle ciò che deve rimanere alle spalle. Sono quello che ha ancora la forza, che proponendo dialogo prova a superare le difficoltà del momento, che riconosce l’importanza del termine impegno. Quello che spera che certi valori esistano ancora, che non siano semplicemente una speranza: sarò antico. Quello che non si meraviglia più di niente, perché ha visto di tutto. Quello che lascia la porta sempre aperta: se vuoi entrare e vuoi sorprendermi puoi restare, se devi far cazzate, la porta per riuscire è sempre quella. Quello che stimi perché sa ascoltarti e che raccontando la sua vita ci ritrovi un po’ della tua. Quello che ogni tanto odi perché ha quell’atteggiamento che di chi la sa lunga a prescindere. Quello che ammiri per le realizzazioni piccole e grandi in cui è riuscito. Quello che comunque vada, è ancora qui.

Ci sono notti più lunghe, notti senza sonno, notti senza rumori dove a farti compagnia c’e` qualche lampione acceso e il fumo che sbuffi da una sigaretta.

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08/06/2009
Ci sono giorni che bussano più forti, anche se vorresti che scivolassero via come tanti altri. Ci sono domande che non riesci a mettere da parte, che provi ad eludere impegnandoti in altre cose, ma che lo stesso rimangono lì a logorarti. A volte mi sento un reduce da una guerra comunque vinta che non avrei però mai voluto combattere. Qualcuno ti dice: “tocca a te, amico.” E ti ritrovi in mezzo al campo di battaglia a sputare sangue per sopravvivere. Quando poi sfinito rialzi la testa – annaspando – e chiedi solamente un po’ di pace utile a rimarginare ferite appena aperte e ti riscopri invece di nuovo in mezzo ad un’altra guerra, beh, sentirsi provati e stanchi è più che legittimo. Forse, e semplicemente, dovrei essere in grado di non vedere, non sentire, non capire. Avere le percezioni ovattate, escludere il sesto senso, l’intuizione, e quell’attitudine al comprendere le cose già da pochissimi dettagli. Tuttavia, cambiare la nostra natura è quanto di maggiormente difficile potremmo chiederci. E poi per cosa? Per chi? Per un velleitario desiderio di superficialità? Basterebbe davvero? Forse. I forse però non fanno la felicità, le certezze, almeno, servono a scegliere una strada, valutare una direzione piuttosto che un’altra, capire da quale parte si stia andando. Ecco, io oggi ho bisogno di certezze, ho bisogno di assolutismi, di rendermi conto di essermi sbagliato davvero. Un bisogno elementare e urgente. Che certe vittorie, purtroppo, sono amare più delle sconfitte.

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25/05/2009
Avevo guardato il tempo muoversi di tre quarti, con la stessa non attenzione che si riserva a qualcosa che fondamentalmente non ha importanza. La pigrizia tipica di quando non si ha fretta, nessuna ansia e nessuna urgenza. Rivalutare senza prevaricare. Mi sono domandato spesso se fosse ciò che mi aspettavo o meno, tuttavia una risposta univoca non potrebbe esserci e forse non ci sarà mai. A volte ho solo il desiderio di potermi rilassare, poter staccare la spina, potermi godere quello che ho e quello che voglio senza preoccuparmi del resto, dei contesti esterni, della superficie e considerare solamente il nocciolo, il succo, il nucleo delle mie esigenze. Ci scontriamo ogni giorno contro molteplici condizioni dettate dalla realtà che abbiamo intorno, pendolari di vite che non vorremmo viaggiare in questo modo. Ci impongono – ci imponiamo – regole che poi non riusciamo ad osservare, correndo da una parte e dall’altra con l’inadeguatezza solita di chi sente che potrebbe non farcela. Ma farcela a fare cosa? Non c’è bisogno di essere ipocriti. I concetti di bello a tutti i costi e il bisogno costante di soldi, tanti soldi, ci martellano quotidianamente. Siamo tutti nella rincorsa – affannata – per riuscire a raggiungere il risultato quanto prima ed una volta raggiunto, se mai ci si riesce, non riusciamo ad esserne contenti. Apprezzare, almeno in parte, quello che si ha appare troppo difficile. Ma come facevano le persone trent’anni fa ad accontentarsi del poco che avevano? Me lo sono chiesto spesso e nonostante molteplici risposte al riguardo, ho provato un moto di invidia in quella capacità naturale che avevano di riuscirci. C’erano meno distrazioni, forse. C’era meno pubblicità, forse. C’era un occultamento maggiore di quanto non si aveva, forse. Forse, invece, c’era solo il desiderio di far star bene le persone che si amavano e il resto era semplicemente accessorio. Non voglio smettere di viziarmi, sia chiaro, non voglio smettere di avere mete, sogni da realizzare, il miglioramento è intrinseco nel mio carattere, ma quando poi mi stringi e mi tieni addosso e negli abbracci e nelle parole che ci scambiamo sento che non ho bisogno d’altro se non un ancora e ancora di quello che abbiamo, allora mi capacito di quanto superfluo ci sia, di quanto almeno sia necessario valorizzare veramente i capisaldi delle necessità, di non perdere inutilmente tempo dietro a qualcosa che in fondo in fondo, non ci darebbe un vero compiacimento. Ho l’impressione che non ci si fermi mai veramente a dare valore e spessore a cosa conti davvero. Quantomeno ho trovato la mia scala dei valori, quantomeno so che una giornata passata insieme a te, vale più di qualunque oggetto, situazione, condizione favorevole possa capitarmi.

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08/05/2009
Arriva il quinto mese, più di centoventi giorni di noi due. E il quinto mese ci saluta nel migliore dei modi. Ed è tutto nella tua espressione sotto casa, mentre impazzisci per chiamarmi ed io faccio altrettanto nel provare a richiamarti per non farti spendere soldi. È tutto nel sorriso che hai mentre ti abbraccio e sali in macchi e prendi posto e mi stringi. È tutto nelle parole, nei silenzi, in quel bisogno incontrollabile di intrecciarci le dita. È tutto nei miei silenzi mentre ti ascolto raccontare dei fiori, dell’emozioni che provi. È tutto nel mio scartare i regali, sorprendermi e sorprenderti mentre scarti i tuoi. È tutto qui mentre ceniamo insieme, nelle battute che ci scambiamo, negli sguardi che lasciamo. È tutto mentre con attenzione meticolosa ci dividiamo le varie portate. È tutto quando ridiamo da scemi in quella simil-lotta. È tutto guardarti e capire di averti trovata. È tutto, perché sei tutto. In parte sai: la mia allegria era una foto ingiallita invecchiata dagli anni lasciata ad ammuffire in un cassetto, i miei sorrisi erano artefatti alla stregua di una copia di un quadro blasonato. Un’allitterazione non nelle parole, ma nei giorni che componevano la mia vita. Una idiosincrasia della quale non ti accorgi fino a quando non ne cogli la differenza. Non l’avrei mai colta senza di te. Queste poche righe per dirti che ti ho aspettata tanto senza rendermi conto veramente di quanto bisognassi di te fin tanto non sei arrivata per farmi capire di tutto quello che mi stavo perdendo. Grazie di tutto ragazzina, grazie di tutto Amore. Che quando la sera prima di addormentarmi lo faccio sorridendo, è solo per merito tuo. Buon inizio di quinto mese. Ti amo.
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04/05/2009

“Ce la posso fare” mi dico mentre la nuova e fiammante sveglia di Topolino manifesta senza arrendersi che è l’ora di alzarsi. È che ritornare ai fasti lavorativi dopo una settimana – dieci giorni contando pure i due weekend – è dura, è veramente dura.
Lo so, non mi sono fatto vivo, latitante sotto tutta la linea. Ho sistemato parecchie cose e cambiato tante altre, sono state giornate di messa a punto completa sotto ogni aspetto. Sono bei giorni – mi viene da dirlo piano – perché sappiamo tutti che la vita sa essere bastarda, anche se oggettivamente sono in netto credito. Quindi scusatemi anche se questo è semplicemente un mini aggiornamento. I momenti più intensi, inevitabilmente, sono stati quelli vissuti con Francesca. La nostra storia è cresciuta in maniera esponenziale e sulla soglia del quinto mese insieme non posso che ringraziarla per tutto quello che ci mette, che ha portato. Ci sono state situazioni inenarrabili che ci hanno avvicinato e fatto divertire, se possibile, ancora di più. Le risate, gli abbracci, le sorprese, le sue espressioni d’autismo davanti al DS rosa, Raul, brum brum e fru fru, i panini di Cicubo, la cena da Aldo e tante altre piccole cose che sono ulteriori colate di cemento armato sulle belle basi che abbiamo costruito. Ho vinto, Francesca e pochi altri sanno a cosa mi riferisco. Ho vinto. Non era una gara, ma adesso sì, posso guardare indietro dall’alto verso il basso ed è soltanto merito nostro. Mio e suo. Buon inizio di settimana a tutti.
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24/04/2009
Questo post te lo devo. Ma è un oggettivo piacere, perché sei tu, non una persona a caso. Lo sai, lo sai bene, mi fido di pochissime persone realmente, anche quando dispenso sorrisi, ascolto e dialogo. Sono fatto così Silvie’, ma di te mi fido ciecamente, te l’ho dimostrato nel tempo e di rimando mi hai dimostrato che ho fatto bene. Oggi è il tuo giorno, sono venticinque, sono un quarto di secolo e seppure il tempo da passare insieme – per via della distanza e talvolta anche della mia pigrizia – non è stato mai abbastanza, tu ci sei sempre, io ci sono sempre. Quante notti e quante giornate ad ascoltarci, con quel nostro fare analitico ed introspettivo, con quella nostra stupidità che ci ha fatto morire dalle risate. Quante volte mi sei stata vicino mentre dovevo risanare una ferita, riuscire ad aspettare che il tempo facesse il suo mestiere. Tu c’eri. E spero ci sarai, perché amicizie così sono rare, come è rara una persona in gamba come te. Hai quella stessa mia attitudine di dare il consiglio giusto, di avere una visione a posteriori e analitica di una cosa, un fatto e come è ovvio che sia, quando riguarda noi stessi, abbiamo bisogno che sia l’altro a farlo, perché dal di dentro non è facile distaccarsi, decontestualizzare. Sei una cazzo di gran persona, sono fiero di essere tuo amico, non mi interessa se il migliore, esserlo è già un grande risultato. Anche con Francesca ci hai messo lo zampino e ti ringrazio, perché tu lo sai quante paure avevo per rimettermi in gioco, eppure eccoci, siamo la miglior storia che avremmo mai anche solo potuto sperare. Quindi grazie di tutto, non ti rubo altro tempo, voglio solo augurarti di essere felice sotto qualunque punto di vista, perché lo meriti, perché le persone come te nella vita vincono sempre. Io lo so, tu lo sai. Buon compleanno davvero amica mia.

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22/04/2009
Ci eravamo lasciati così,un arrivederci a presto per un momento, un luogo, indefinito. Ognuno la sua strada, che una strada in fondo la riconosci soltanto quando ti volti a guardarla. Non è mai chiaro ciò che è successo fin tanto che non è successo. Non ti rimpiangevo, comunque. Se c’è una cosa che hai fatto bene, devo ammetterlo, è stata quella di rendermi più forte. Sono migliore, te lo devo. Sono migliore per tutte le volte che senza capire hai fatto quello che hai fatto. Tu sapevi a cosa miravi, io no, lo so soltanto ora. Ma non è tardi, non è presto, è giusto. Avevi dei piani che non potevo comprendere e adesso mi viene da ridere per quanto ero riuscito ad odiarti. Non c’avevo poi messo tanto a recuperare, nel giro di qualche settimana mi ero lanciato già in qualcos’altro, qualcosa che avevo già idea non potesse funzionare, io lo sapevo, tu lo sapevi, lei lo sapeva. Nessun morto quindi, magari qualche ferita, che però si è risanata in fretta. Poi non rimaneva che vivere, come mi andava, come veniva, come mi sentivo alla giornata. Saresti tornato solo quando mi avresti ritenuto pronto, non avrebbe avuto senso mettersi su una sedia ad aspettare. Vivere per vivere, non per sopravvivere. Le stagioni si sono succedute, altre strade si sono incrociate. Non ti sei fatto nemmeno intravedere, ho fatto degli errori di valutazione, detto cose in cui non credevo. Non si fa, lo so, ma non per cattiveria, ne converrai. Poi eccoti lì, milioni di posti dove potevi essere ed eri lì, completamente assorbito da lei, dai suoi occhi scuri, da quei lineamenti perfetti, da quella dolcezza che non pensavo esistesse, da quel tono di voce che mi era subito sembra familiare. Mi hai preso alla sprovvista, non c’è che dire, tanto che non sapevo nemmeno come approcciarmi, fare la cosa giusta: una parola, un gesto. Ma era il tuo piano, non il mio, l’ho capito soltanto dopo, perché non lavori solo per me, lavori per tutti, per tutte le persone che presto o tardi trovano quella giusta da avere accanto. E allora guardandola, non mi sono chiesto a quando sarebbe accaduto, quando avrei potuto stringerla, sentirla mia per la prima volta, mi sono domandato invece quanto l’hai fatta soffrire prima che arrivassi, quante false speranze le avessi dato prima che mi credesse, prima che potesse comprendere l’occasione che avevamo davanti da due prospettive diverse. Eravamo entrambi arrivati al momento, ma con due percorsi diversi. Ho sperato che fosse il meno possibile, dunque, che non avesse pianto troppo, che fosse stata più felice che altro. Purtroppo non è andata così, ha sputato rabbia e lacrime anche lei, proprio come me, e allora capisci adesso perché so che questa volta è diverso, che è l’altra metà, perché tu non fai mai le cose a caso e sappiamo bene entrambi che per arrivarci dovevamo affrontare le prove che abbiamo affrontato. Hai fatto un ottimo lavoro, lasciatelo dire, è la persona migliore che io abbia mai incontrato, pure quando per eccesso tuo ci scorniamo, è vera, è pulita, è esattamente come speravo che fosse. Tutto accade per una ragione quindi? Beh Amore, lo hai dimostrato, evidentemente sì, tu avevi le tue motivazioni e le hai portate avanti e adesso Francesca ne è la dimostrazione. Non sono mai stato così e la cosa incredibile è che lo so, questa volta sei tornato per restare.

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20/04/2009
Lunedì. Pronti, partenza, via. Eppure non sono stanco come in altre occasioni, sarà che ieri sera verso mezzanotte e mezza camminavo già il mondo dei sogni. Sarà che ho trovato un equilibrio in una qualche maniera nel disequilibrio che c’è stato prima di questa nuova vita. Sarà che quando le cose prendono il loro corso, non si può fare altro che viverle. È stato come salire per quasi due anni una scala sdruccevole e una volta arrivato, tu eri lì ad aspettarmi. Hai la testa dura, ma sei coerente e hai quel modo di amarmi che io proprio non immaginavo possibile. Ti incastri perfettamente tra i miei pregi e i miei difetti e questa cosa a volte mi fa paura. Una paura bella, ovviamente. E così nell’intensità di tutto quello che abbiamo, Giovedì sera è arrivato il momento delle fedine, eri di un emozionato e di un felice disarmante e allo stesso tempo lo ero anche io, tanto da scatenare la reazione inaspettata e sentita di Manuela quando Sabato sera l’ha vista. Non ci credeva, non ci avrei creduto nemmeno io se non ti conoscessi, vivessi, respirassi e scoprissi così incredibile ogni giorno di più. Non sei una persona semplice, assolutamente, devo convenire con i discorsi fatti mesi fa. Non è facile starti dietro, come immagino non sia facile con me, ma ti stimo dapprima individualmente e non posso che essere fiero di averti accanto. Il naturale corso degli eventi. Anche quando discutiamo hai quel modo di tenermi testa che mi fa incazzare di più, ma quando è la fine ci capiamo e ci troviamo, perché la base rimane solida su noi due. E ho capito che è inutile arrabbiarsi, scazzarsi se qualcosa non gira esattamente come vorremmo, d’altronde c’è troppo in ballo per rovinarlo, troppo di bello, troppo di appagante, felice. Gli abbracci, il dialogo, le sorprese, le tenerezza, il cazzeggio, le risate, quel nostro modo unico di stare insieme e tutto quello che è nostro e soltanto nostro. Grazie per esserci, grazie per ogni attimo, per tutto l’impegno che ci metti: buon inizio di settimana Amore.

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14/04/2009
Se ne va il weekend di Pasqua, si torna al lavoro dopo una settimana di malattia e con poca voglia di rimettersi al computer tra carte e voli da sistemare. È così che va è così che si farà. È stato un bel fine settimana, precisa continuazione delle giornate appena passate. Sono riuscito a vederti anche venerdì sera, nonostante non fosse nei piani e dopo aver fatto un bel giro a Parco Leonardo. Come consuetudine sei impazzita davanti a qualcosa di impacchettato e io mi godo quei momenti come solo con te riesco. Spero il libro ti piaccia davvero, così come è piaciuto a me a suo tempo e che il peluche abbia trovato una collocazione tra i milioni di altri che hai in camera. Poi come già detto c’e` stato l’incontro con mia mamma e ancora Ninfea, la corsa da Gallandt, per poi lasciarti al lavoro e tornare a cena con Marco – furastico – e tornarti a prendere quando hai staccato.  Le chiacchiere tranquille sul lungomare e l’andare a dormire sereni per lasciarti giustamente riposare. E poi la Domenica, Pasqua, giornata di ozio prevalentemente, di grasse mangiate in famiglia, di Cesaroni, di messaggi non risposti, di “ammazza chi si risente” che non ho considerato. E arrivano le nove e mezza e vengo a prenderti e dall’andare al cinema e stare tranquilli, finiamo al clown perché sei vestita scialla. Prima di entrare ci scambiamo le uova – a te il Galak, a me il Kinder – E stiamo bene, stiamo proprio bene, tra una Caprioska alla fragola mal fatta, un Baileys ed i pistacchi, stiamo davvero bene. Chiacchiere, cazzeggio, coccole, progetti più piccoli e più grandi, le risate in bagno e il buio di strada e i racconti sul passato, sui nostri casini di famiglia, quello scoprire dettagli e sfumature di noi che ancora non conoscevamo. E l’ora di rientrare arriva spedita – al solito quando si sta bene il tempo scorre troppo in fretta – e torniamo a casa. E la Pasquetta passa spedita, si fondono un po’ due mondi diversi fra loro e che comunque ben coesistono, devo dare atto alle signore di aver ben organizzato la situazione, di aver fatto ottimamente la spesa – davvero esigua in termini economici – e che ci sia stato un impegno da parte di tutti. Poi verso le quattro sei arrivata anche tu, un po’ stanca dal lavoro e ti sei subito ambientata conoscendo chi della truppa non avevi mai visto. E il resto è chiacchiere serrate, racconti, risate, mangiate, fino a tarda serata dove sei rimasta contro tutti i pronostici e nonostante il ginocchio dolorante. Grazie per tutto quello che ci hai messo in questi giorni, l’ho apprezzato davvero.
Ho pensato che mi spetti di diritto per tutto quello che ci diamo insieme; che devo averti costantemente accanto, perché stiamo costruendo qualcosa di perfetto; che le cose ora hanno finalmente senso perché sei tu la chiave di tutto; che non ho più paura di esserci dentro davvero, perché mi hai accettato per quello che sono; che ti amo con passione e semplicità perché sei quello che ho sempre cercato in una donna; che ci sono solo poche cose che non capisco, ma sono certo – col tempo – mi aiuterai nel farlo.
Buona giornata a te e buona giornata a tutti.

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12/04/2009

E’ il primo post che scrivo direttamente da Appuntidivita.it. Non è ancora tempo di ufficializzarlo, di fare i redirect del caso, però volevo provare con questa nuova interfaccia fin tanto non avrò sistemato la grafica e un po’ tutti i post importati. Innanzitutto: buona Pasqua. E’ un giorno per molti davvero importante, per altri di solo ritrovo e per altri ancora è un giorno qualunque, solo che non credo nella teoria dei giorni qualunque. Anche un giorno assolutamente apatico può avere risvolti di rilievo e - magari - positivi. Era qualche tempo che non scrivevo, è tornato mio fratello - non ha pace - e ho avuto parecchie cose da fare. Sono stato preda dell’influenza ancora una volta con una febbre che nel suo apice ha superato abbondantemente i 38 e devo ringraziare Emanuele quando nel momento peggiore mi ha fatto compagnia alla fermata di Casal Bernocchi. Concludo questa prima parte augurandovi ogni bene, sperando che quello che è accaduto nel vicino Abruzzo non venga dimenticato come per tragedie simili in passato, dimenticando - per una volta almeno - le varie bandiere politiche e sottolineando invece la dignità e l’importanza di ogni vita. Retorico, ma sentito. Buona Pasqua a tutti e grazie sempre per l’affetto e il seguito che mi regalate costantemente.
Per quanto riguarda noi due, Amore, dopo quel colpo di scena inaspettato - le cose sono ricominciate a crescere in maniera esponenziale. As usual. Io non so se ti accorgi anche tu di quanto stia diventando grande questa nostra storia. Ieri hai conosciuto mamma e mi viene da sorridere per tutte quelle volte in cui ho dovuto far finta che qualcuna le piacesse veramente e di come invece questa volta sia assolutamente reale. E’ fatta così, è istintiva, ma è come me sotto questo aspetto: se una persona le va a genio, non finge, è se stessa e da tanto. Mi hai fatto morire in ascensore, prima di salire: “oddio non partire, oddio lo sto facendo davvero!” Eri emozionata e tenera e sei bella, in ogni contesto con quella tua naturalezza. Eravate belle entrambe sedute a parlarvi, non sembrava che voleste smettere e sono intervenuto così che quella buona impressione reciproca permanesse il più a lungo possibile nella giornata. E con te sto bene, sto bene veramente. Non avrei mai detto che avrei imparato l’amore vero adesso e da una ragazza così giovane, ma te lo devo e questo grazie è per te. Ho in mente cose che nemmeno immagini, c’è tanto, davvero tanto da fare insieme. Da questo quarto mese in cui ci siamo addentrati ne hai visto finora soltanto una piccola parte. Mi gusterò ogni tua espressione di meraviglia e della felicità che meriti e meritiamo. A quest’ora starai stramangiando e facendo la brava donnina di casa, auguri di cuore a te e a tutta la tua famiglia, ci sentiamo dopo, non vedo l’ora sia stasera per essere ancora e di nuovo noi due.

Buona Pasqua

 

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09/04/2009

Ci eravamo dati il buongiorno come sempre e invece mi ha fregato alla grande. "Amo, mi chiami un attimo?" E ti ho chiamata ed eri a Piazza della Repubblica. Super mega sorpresa. In dieci minuti prendo accordi in ufficio e ti raggiungo contento come un bambino sotto l'albero di Natale a scartare regali. Ti vedo da lontano e ti abbraccio, sei un incanto, mi baci, stringi e non la gestisco, scodinzolo contento e incredulo. E camminiamo, parliamo, siamo uno scambio continuo di tenerezze e decidiamo che un Mc possa fare al caso nostro. Mangiamo tra piccioni e turisti, tra panini e patatine, poi altri due passi, ci sediamo sulla scalinata, coccole e tenerezze, poi piano piano ci avviamo al bar dove la mattina vado di caffé appunto per due caffé e ci fermiamo lì vicino al mio ufficio, mi fa stranissimo vederti dalle mie parti lavorative. Non ci scolliamo per tutto il tempo che rimane, mi pesa terribilmente farti andare via, anche perché davvero non mi aspettavo questa sorpresa. Mi fa impazzire dicendomi che hai sbagliato metro, mi prendi in giro e io mi arrabbio bonariamente e ci sentiamo fin quando non arrivi a casa. E mi godo - come sempre - tutto il bello che mi dai e che cerco di ricambiare come posso. Sai bene quanto mi ero spaventato la sera prima. Allora grazie per l'ennesima dimostrazione verso di noi, sei un incastro di sogni che si realizzano. Buona giornata Amore.

07042009256

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07/04/2009
"Ma che hai? Hai pianto?" Mi chiede mia madre mentre mi lavo e cambio prima di uscire di casa. "No, solo un po' di congiuntivite, sai le lenti..." Ma non ci ha creduto, non avrebbe potuto. Il punto non e` l'aver pianto o meno, farlo e` soltanto un effetto collaterale, la normale prosecuzione di una condizione di desolazione, paura o rabbia. Quando ti ho vista scendere di casa con la bustina e quel foglio di carta piegato in mano, pensavo di non farcela, lo dico davvero. E` stata la prima volta che non ti ho sentita dalla mia parte, e` stata la prima volta che ho avuto paura di perderti, la prima volta che mi sono sentito escluso. Non sapevo come fare - perche` non c'e` un modo di fare in condizioni del genere, nemmeno per uno come me che tanto bene si sa destreggiare nella vita - non sapevo cosa dire, mi sentivo soltanto impotente. Impotente perche` dal tuo punto di vista era tutto assolutamente congruo, valido, non contestabile. Soltanto che esisteva anche il mio punto di vista, le spiegazioni oggettive di chi l'ha vissuto, ma non sembrava volessi ascoltarle. Ed ecco il dolore lancinante, l'inettitudine, il male cane che ho provato dentro. Pensi: "una volta che faccio le cose come Cristo comanda.." gia`, lo pensi eccome. Pensi che non ci sia equita`, pensi che non sia giusto dover  pagare un conto - il piu` salato di sempre, tra l'altro - quando tu lo sai che facevi sul serio, che non stavi giocando. E` stato in quel momento che sono crollato. Io sono crollato. Non pensavo sarebbe mai successo, non credevo avresti mai avuto questo primato. Non volevo mi guardassi, non volevo essere compatito, la dignita`, l'orgoglio. Tuttavia e` stato proprio in quel momento che il muro che ci divideva e` crollato. E` stato in quel momento che mi hai cercato con ancora piu` intensita`, piu` bisogno, piu` amore. E` stato in quel momento che mi hai dato - dopo un ovvio tempo per riprendermi dal mio stato pietoso - la possibilita` di spiegarmi, l'ascolto che mi sentivo negato, incredibilmente, proprio da te. Vorrei essere sempre perfetto, non deluderti mai. Vorrei essere costantemente tutto l'amore che non hai provato mai, solo la parte migliore della tua vita. Ci provo davvero, ci provo costantemente, ci provo mettendoci tutte le mie capacita`, le mie conoscenze, il cuore. Ci provo ponendo sul piatto questi trent'anni e passa di esperienza - che spero a qualcosa serviranno - nel tuo e nostro interesse, perche` ti amo davvero, perche` costruisco ogni giorno a forma di noi, con la voglia e il desiderio e la consapevolezza che sia per sempre. E oggi, inevitabile, ho il peso addosso di tutta la paura e i timori che ieri inaspettatamente sono venuti fuori e faro` quello che e` giusto fare, non pensavo di dover andare a rivangare, non mi fara` piacere, ma lo faccio per te, per noi e ne varra` sempre la pena. E` passato il terzo mese, quello dell'assestamento, quello della metamorfosi dalle fasi gioco-tresca-avventura a storia, storia vera. Voglio viverla, voglio viverti, perche` non c'e` altro e non voglio altro oltre questo. Mi dispiace da morire per tutto quello che sai, come sai pero` che sono in buonafede costante. "Abbiamo tutti un passato" avevamo detto scherzando con Fabiana e sfottendo Manuela e certe volte, veramente, desideri solo lasciarlo al suo posto, nell'archivio dei fallimenti, proprio come avevo fatto io. E` tempo di rimuoverlo anche da quegli archivi impolverati.
Ti amo, buon inizio di quarto mese, oggi mi pesera` da matti non poterti stringere.
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07/04/2009
"Ma che hai? Hai pianto?" Mi chiede mia madre mentre mi lavo e cambio prima di uscire di casa. "No, solo un po' di congiuntivite, sai le lenti..." Ma non ci ha creduto, non avrebbe potuto. Il punto non e` l'aver pianto o meno, farlo e` soltanto un effetto collaterale, la normale prosecuzione di una condizione di desolazione, paura o rabbia. Quando ti ho vista scendere di casa con la bustina e quel foglio di carta piegato in mano, pensavo di non farcela, lo dico davvero. E` stata la prima volta che non ti ho sentita dalla mia parte, e` stata la prima volta che ho avuto paura di perderti, la prima volta che mi sono sentito escluso. Non sapevo come fare - perche` non c'e` un modo di fare in condizioni del genere, nemmeno per uno come me che tanto bene si sa destreggiare nella vita - non sapevo cosa dire, mi sentivo soltanto impotente. Impotente perche` dal tuo punto di vista era tutto assolutamente congruo, valido, non contestabile. Soltanto che esisteva anche il mio punto di vista, le spiegazioni oggettive di chi l'ha vissuto, ma non sembrava volessi ascoltarle. Ed ecco il dolore lancinante, l'inettitudine, il male cane che ho provato dentro. Pensi: "una volta che faccio le cose come Cristo comanda.." gia`, lo pensi eccome. Pensi che non ci sia equita`, pensi che non sia giusto dover  pagare un conto - il piu` salato di sempre, tra l'altro - quando tu lo sai che facevi sul serio, che non stavi giocando. E` stato in quel momento che sono crollato. Io sono crollato. Non pensavo sarebbe mai successo, non credevo avresti mai avuto questo primato. Non volevo mi guardassi, non volevo essere compatito, la dignita`, l'orgoglio. Tuttavia e` stato proprio in quel momento che il muro che ci divideva e` crollato. E` stato in quel momento che mi hai cercato con ancora piu` intensita`, piu` bisogno, piu` amore. E` stato in quel momento che mi hai dato - dopo un ovvio tempo per riprendermi dal mio stato pietoso - la possibilita` di spiegarmi, l'ascolto che mi sentivo negato, incredibilmente, proprio da te. Vorrei essere sempre perfetto, non deluderti mai. Vorrei essere costantemente tutto l'amore che non hai provato mai, solo la parte migliore della tua vita. Ci provo davvero, ci provo costantemente, ci provo mettendoci tutte le mie capacita`, le mie conoscenze, il cuore. Ci provo ponendo sul piatto questi trent'anni e passa di esperienza - che spero a qualcosa serviranno - nel tuo e nostro interesse, perche` ti amo davvero, perche` costruisco ogni giorno a forma di noi, con la voglia e il desiderio e a tratti la consapevolezza che sia per sempre. E oggi, inevitabile, ho il peso addosso di tutta la paura e i timori che ieri inaspettatamente sono venuti fuori e faro` quello che e` giusto fare, non pensavo di dover andare a rivangare, non mi fara` piacere, ma lo faccio per te, per noi e ne varra` sempre la pena. E` passato il terzo mese, quello dell'assestamento, quello della metamorfosi dalle fasi gioco-tresca-avventura a storia, storia vera. Voglio viverla, voglio viverti, perche` non c'e` altro e non voglio altro oltre questo. Mi dispiace da morire per tutto quello che sai, come sai pero` che sono in buonafede costante. "Abbiamo tutti un passato" avevamo detto scherzando con Fabiana e sfottendo Manuela e certe volte, veramente, desideri solo lasciarlo al suo posto, nell'archivio dei fallimenti, proprio come avevo fatto io. E` tempo di rimuoverlo anche da quegli archivi impolverati.
Ti amo, buon inizio di quarto mese, oggi mi pesera` da matti non poterti stringere.
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06/04/2009

In un certo senso abbiamo anticipato i tempi già da giovedì, la serata del cofano, eravamo cotti dai festeggiamenti, dai tuoi momenti di autismo in preda al "ti prego, ti prego, ti prego!" e il bracciale che mi hai regalato e che tengo al polso con soddisfazione e che mi ricorda in ogni istante quante ne abbiamo trascorse insieme. La ciliegina sulla torta poi è stata la splendida serata di Venerdì, tra Mc, il dolce, il fragolino, le chiacchiere, le coccole e tutto il resto vissuto insieme a casa di Nina. Non sono fiero di te soltanto perché ci sei e per quello che mi dai, ma per la capacità che è propria della tua persona di farti amare da me in questa maniera. Probabilmente è proprio vero, quando l'incastro è perfetto non c'è molto altro da aggiungere. Giornate come oggi che pur non facendo nulla sono pieni di ogni nostra sfumatura, condite da risate folli e cazzeggio brado beh... Mi fanno comprendere di quanto sia valsa la pena aspettarti, di quanto abbia senso esserci, amarci. Ed è così che giorno dopo giorno c'è sempre qualcosa in più e mai in meno nel nostro essere noi due. Sì, certo, ci sono stati momenti di scontro - siamo due teste dure, non a caso capricorno e acquario - ma il buon senso ha avuto sempre la meglio perché insieme siamo felici, felici davvero. Perché non mi preoccupo di esserlo soltanto io, voglio che lo sia sempre e comunque tu prima di tutto. Sì dice che l'amore incondizionato sia tale solo quando si è felici della felicità di chi amiamo ed io credo sia proprio questo il caso sai? Io sono appagato perché tu lo sei da quello che costruiamo insieme. Ed è tanto, tantissimo, guarda che fondamenta che ci sono. E seppure qualcuno ne soffre, se anche inevitabilmente si finisce nella trappola dell'invidia degli altri, ben venga, noi saremo più forti, costantemente più forti. E allora, grazie Amore mio per questi tre mesi appena trascorsi, per tutto quello che soltanto tu puoi capire e buon inizio di quarto, il meglio deve ancora arrivare. Perdona qualche frase troppo melensa, ma non ho voglia di limitarmi, non davanti a chi leggerà e figurarsi davanti a te. Ti amo.

[Io ci credo sai, credo alle favole, credo sia possibile..
Sta solo a noi renderlo facile,
bisogna fregarsene dei luoghi comuni e delle chiacchere,
di chi in fondo in fondo sa che per quanto si possa resistere,
prima o dopo finirà.
Succede sempre e che cosa avremo noi di diverso dagli altri e poi,
è naturale che i fuochi si spengono e le ceneri restano..
Sarà così, forse inspiegabile..
Ma continua ad ardere Il fuoco che avvolge tutti e due:
di legna ne ho da vendere..
]

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04/04/2009

E' tempo di cambiare.

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02/04/2009

Io dico che quello che hai fatto davanti al cofano della macchina, non l'ho mai visto in nessun altro contesto e in nessun'altra persona ^^ Sei un cazzo di spettacolo.. C'è gente che pagherebbe per vedere il momento di autismo incontrollato che hai avuto ieri sera.. Sei tutto..^^
Autistica ^^

 

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30/03/2009
Si ricomincia, altro giro. La vita generalmente e` merda secca da spingere giu` per la gola e tutto quello che spesso e` possibile e` indorare la pillola, mandare giu` il "lauto" pasto nel migliore dei modi. Ci provo a svegliarmi e a mantenere il sorriso che mi ha accompagnato prima di addormentarmi, nonostante la stanchezza, nonostante tutto. Alcuni lutti non sono fisici, ma emotivi. Ho trovato il dialogo morto in adolescenza, riverso in un angolo del salone senza che riuscisse a dirmi nulla, senza che potessi fare nulla. Nemmeno a dire che fossi arrivato tardi, solo che lei, mia madre, non ci aveva mai badato. E se inizialmente non ho avvertito il peso di quell'assenza, oggi mi devasta per tutto cio` che non riusciremo a scambiarci mai. Odio rimanere sui contorni superficiali e incerti della comunicazione, dove nel mio patetico e costante tentativo di apertura, mi rendo conto che le cose possono funzionare - quindi si puo` parlare - soltanto se avallo le argomentazioni che preferisce, i punti di vista che si e` costruita con tanta dedizione. Forse un giorno si rendera` conto di preservare un ruolo di vittimismo che non soltanto le ha fatto perdere la possibilita` di vivermi appieno, ma di vivere tutte quelle sfumature di un percorso che sono lontane o semplicemente diverse, da quello che e` sempre stata. Non posso giudicarla, non lo farei mai, conosco quante prove ha dovuto e saputo affrontare durante la sua infanzia, nei primi anni in cui da ragazza e` diventata donna, solo che siamo cosi` distanti che questo investirmi di amore e affetto costantemente mi allontana e non avvicina. In alcuni frangenti sembra che un genitore non sia mai stato bambino, ragazzo, che non abbia vissuto le stesse tappe che abbiamo vissuto noi, come se fosse nato gia` adulto. Possibile? Si`, ma per via dei tempi. Che poi mia madre e` una donna di cultura, ancora bellissima e di buona famiglia e che cerca di mitigare la distanza, appunto con le attenzioni che mi pone addosso - sterili - pensando di poter ruscitare quel dialogo quasi fosse un Cristo. Non puo` essere cosi`, amo mia madre eccome, come ogni figlio e` normale che faccia, ma avrei voluto amarla anche per tutto il resto che non c'e` stato. Mio padre invece sara` sempre l'eterno amico un po' scanzonato e generoso, con gli impeti del ruolo che proprio da padre deve ricoprire. Non dico che sbagli nel suo modo di essere, ma passarmi da un estremo all'altro mi spinge a puntare i piedi pure quando non e` oggettivamente necessario. Cio` che ti coglie alla sprovvista ti pone inevitabilmente sulla difensiva. Io non ho mai pensato di saperne piu` di loro, ma non ho mai accettato l'empasse costante di un dialogo aperto che di fatto non ho mai vissuto. Un amore eterno mai espresso fino in fondo. Mi sarebbe piaciuto fossero stati in grado davvero di cogliere le mie capacita` e  non capacita`, non soffermandosi soltanto sui difetti oggettivi che mi porto in giro come tutti, di notare l'introspettivita` e la sensibilita` che sono la parte portante del mio carattere, non soltanto l'ironia e le battute che si evincono spontaneamente. Ma sono quello che sono anche e soprattutto grazie a loro e se ho potuto tanto, se mi piaccio tanto e spesso e volentieri le persone mi stimano, e` dipeso per buonaparte proprio per il loro modo di crescermi. Poi mi bastano dieci minuti con te per mettere a tacere ogni pensiero meno felice, mi basta averti stretta addosso, la nostra allegria, la tua capacita` di capirmi e ascoltarmi di essere noi due come siamo. Buon inizio di settimana Amore, buon inizio di settimana a tutti.
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27/03/2009
Rispondo direttamente al tuo commento con il post. No, ma ti giuro, avrei un paio di motivi per usare il tuo sangue come acqua per annaffiare i fiori questa mattina! Rido e fortunatamente ho questo self control che oggi fa la differenza. Ma non aver pena: segno tutto!;-) Detto cio`, oggi sono davvero in coma e ovviamente pesa zero esserlo dopo momenti come quelli di ieri sera. E` stato bello vederti scendere e farti trovare la rosa - la tua espressione la diceva lunga - lasciarmi sorprendere con quella tazza e i baci Perugina all'interno, trovare insieme il locale a Vitinia - "da fuori non rende" - vivere il momento gossip che non posso riportare e il momento racconti dal passato e soprattutto vivere il nostro presente a tavola e sulla panchina tra risate, baci, carezze e meravigliarsi e non meravigliarsi di come questo noi due sia diverso e migliore da tutto il resto. Il ritorno folle sull'ostiense () e ogni istante che di noi ha scandito il tempo. Preparare il PDA per la prossima settimana, il nostro testardo e simpatico battibecco, le foto sfocate, gli occhi storti, le battute, il rientro a casa, il duro momento dei saluti, gli sms con Marco che mi russava accanto, fare colazione con il salame al cioccolato che mi ha preparato tua mamma.. e tutto va come deve andare. Perfettamente. E` stata una serata splendida ed io non posso che ringraziarti per tutto quello che ci metti dentro...Buon venerdi` Amore. Grazie veramente.
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25/03/2009
E' stata una serata perfetta, sai bene com'e` essere noi due.. Anche il ritorno alle origini a via passo Buole e sono curioso di vedere le foto: sto con una modella eh! Grazie di tutto Amore, davvero..

[..a te che sei la miglior cosa
che mi sia successa,
a te che cambi tutti i giorni
e resti sempre la stessa..
A te che sei,
semplicemente sei sostanza dei giorni miei,
sostanza dei sogni miei..]
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23/03/2009

Quando è suonata la sveglia e ho spalancato gli occhi ho avuto seri problemi a dare il via a questa giornata. Mi sono alzato - sconclusionato - e a fatica mi sono preparato e uscito di casa. Stanco, da morire, ma felice. Sabato pomeriggio alle tre e un quarto ero sotto casa tua e Dio solo sa quanto avevo bisogno di stringerti, sarei arrivato anche alle sei di mattina se possibile. Scendi che sei il solito incanto e, da colpevole dell'infelice notte precedente, ti stringo e bacio conscio che questa volta gli applausi sono tutti per te. Sei dolce però, ci scherzi su e non me la fai pesare se non con qualche leggera battuta che ci sta tutta, io me lo segno dentro, perché mi fa capire quanto impegno ci metti, quanto amore, quanta capacità hai di aiutarmi e venirmi incontro quando un passo falso lo faccio io. Sei un essere speciale e ti devo il grazie più sentito di tutta una vita. Facciamo i giri promessi, passiamo da acqua&sapone per i rifornimenti che solo tu puoi sapere. Apri il cassettino del cruscotto quando vai a posare parte degli acquisti e scopri il piccolo pensiero - era il minimo davvero - e lo scarti e sei bella, sei tutto e non vedo l'ora di vedertelo addosso. Così ora sono 61, dobbiamo arrivare a 70 e poi oltre: ci vorrà una stanza apposita a casa nostra. Proseguiamo per Acilia per avere qualche delucidazione in più sul tuo tattoo, torniamo poi a Ostia, passiamo da remix per la scheda e fortunatamente già è attiva, sistemiamo la rubrica, i messaggi e andiamo a prenderci qualcosa al Bar Martin prima di lasciarti al lavoro - anche se avrei fatto di tutto per passare la giornata con te e non lasciarti andare - prima di salutarmi, mi dici che probabilmente tua madre verrà a cena e nel caso venga anche io, sistemerai i tavoli nella maniera migliore. Praticamente nei due estremi del locale. Sento Luca grande che mi conferma che ceniamo insieme da te, ti chiamo e mi dici di nuovo che eviterai di farmi stare vicino a mamma per evitare imbarazzi vari. Mi vedo con un amico al volo, passo a casa, vado a prenderti una rosa, mi sistemo e passo a prelevare Luca, arriviamo e mi intravedi. Mi guardi con una faccia che già spiega tutto, anche se speravo scherzassi quando entrando mi hai detto: "Amo', sei seduto accanto a mamma". Entro e vedo Peppe affianco a lei e un tavolo vuoto alle loro spalle. Mi sarei voluto sotterrare: era vero! "Buonasera signora, finalmente ho il piacere di conoscerla!". Il sorriso delle migliori occasioni, gentilezza estrema e un "che Dio me la mandi buona!". Non guardavo realmente la partita mentre eravamo al tavolo, fuggivo gli sguardi che - ovviamente - tua mamma mi riservava a mo' di studio: sono pur sempre il ragazzo della sua cucciola. Volevo fare una bella impressione e tutto sommato non sapevo come comportarmi. Al momento dei saluti, mentre tu passavi e mi guardavi con quell'espressione che "ti giuro non è colpa mia se siete vicini! Posso spiegarti tutto!"e dentro me la ridevo perché sei deliziosa, Peppe mi lascia solo con tua mamma e io come meglio sono riuscito, ho abbozzato un dialogo di convenevoli dovuti e sentiti e ho appoggiato, chiaramente, il suo bacchettarti per la tosse. Istintivamente ho creduto di esserle rimasto simpatico, fortunatamente me lo confermi poco dopo con un messaggio che ti ha mandato mentre io annaspavo negli "speriamo bene" aspettando di fumare una sigaretta con te. Al John Bull, aspetto con gli altri che passino le ore che ci dividono mentre Claudio - che se non fosse uno dei due soci del locale e un buon amico ucciderei - ci massacra da juventino per la macabra partita persa contro di loro. Verso l'una accompagno Luca e mentre parliamo - tantissimo tra l’altro- sotto casa sua mi arriva il tuo messaggio, sei pronta e vengo a prelevarti. Hai il viso stanco quando arrivo e non è giusto che ti faccia strapazzare oltre, nonostante stare con te sia l'unica cosa che voglio. Così, ci fermiamo un po' sotto casa, annusi la rosa, leggi il biglietto, ci coccoliamo un po'. Sto da Dio con te. Il tempo passa sempre troppo in fretta. Arrivo a casa, felice come un bambino che il momento no sia passato - dopo la tempesta viene sempre il sereno - e messaggiamo fin tanto non mi addormento agonizzante con il telefono in mano (non succede mai, vero?). Tu pero` non dormi, un brutto sogno, qualche pensiero e mi riscrivi, ma proprio non ti sento, mi sveglio alle sei di soprassalto e leggo il messaggio e ti mando quella buonanotte che ti meriti e che involontariamente avevo mancato. Ieri mattina poi verso le undici torno operativo dal coma, tu eri già in piedi per i soliti giri, ti mando il buongiorno ed inizio a ristrutturarmi visto che dobbiamo affrontare la prima cena ufficiale con una importate parte dei tuoi affetti. Mentre io preparo il cd con tutto il mio repertorio, mi invii un messaggio dove mi hai scritto che mamma si è lasciata partire una sviolinata nei miei riguardi: scodinzolo. Io e tua mamma andremo d’accordo, mi era piaciuta anche lei. Vengo a prenderti verso le cinque, andiamo con il resto della ciurma del Golden a prendere una cosa, Nello viene braccata dalla figlia e purtroppo Martina bracca anche te. I casi umani è vero, ma anche un senso di tenerezza. Mi guardi stremata dalla situazione e provo a coccolarti un minimo anche così. Poco più tardi riusciamo a staccarci e andiamo via, ti faccio sentire le canzoni - un po' mi vergogno, non saprei spiegarti il perché - mi coccoli, mi baci e abbracci, però lo so che sei stanca e ti accompagno a casa, in maniera tale che tu possa riprenderti e prepararti per la serata mentre io mi avvio a recuperare il dolce. Dopo il tira a molla "vengo a prendervi io/veniamo a prenderti noi", alle 8 e mezza venite a prendermi al John Bull, Peppe è veramente carino con me e a me istintivamente viene di fare altrettanto, prendiamo i dolci dalla mia macchina, vuol darmi subito la sua parte della spesa ti bacio e saliamo sulla vostra. Arriviamo da Bibby e mi ritrovo Glaucone che è subito affettuoso, Valerio e conosco finalmente Emiliano e Barbara. Arriva inaspettatamente anche Manuela, ma devo essere sincero, pure se non ci fosse stata sarei stato bene, tanto per le attenzioni che mi hai dato - non mi mollavi mai - e tanto perché veramente sono stati tutti carini nei miei confronti. Si parla di tutto, io ho sempre una mano incastrata con la tua, tu mi stai addosso, mi baci, ci sei, ti sento eccome. Si ride, Glauco prende la scena - è il tuttologo per eccellenza - io provo a esserci ed intromettermi solo quando congruo o necessario, anche se sono della sua idea: "chi ha qualcosa da dire è perché sa quello che dice", ma c'è il momento per farlo, non alla prima cena ufficiale dove un po', inevitabilmente, verrò pesato da chi non mi conosce. I discorsi più leggeri sono davanti alla carbonara, condita bene, ma spezzettata e moscia "allappava" e c'è il massacro su Bibby (bella lei) e Manuela ed io scopriamo che Valerio non è solo serioso e posato. Dopo averne fumata una con te e Manu, usciamo a fumare anche io e Peppe ed è lì poi che ho scoperto che c'è stima reciproca. Probabilmente sarà sempre 'guardingo' in quanto tuo fratello, ma dai discorsi che mi fa - potrebbe non raccontarmi tante cose - si nota eccome che mi sta dando fiducia. Torniamo, si va di polpette, ottime e io con il culo che ho mi mastico un pezzo d'aglio. Però erano buone davvero. Arrivano poi i dolci, Glauco riprende (ma l’aveva mai mollata?) la scena ed io scopro di avere una simpatia a pelle per Emiliano. Finiamo a parlare insieme più di una volta. Poi cambiano le posizioni, le postazioni, mi accompagni a fumare, ti si vede addosso tutta la stanchezza di questi due giorni, ma tu resisti e poi ti infervori nel discorso della palestra con Barbara ed Emi, mentre io Manuela parliamo, di ciò che sai, alle tue spalle. Finisco la serata con te addosso e promettendo ad Emi e Barbara che mi iscriverò in palestra da loro. Dopo qualche cenno Peppe si scastra da Glauco e riusciamo ad avviarci. Sono felice e stanco, ma quando si è felici, come scritto prima, la stanchezza non pesa. Mi accompagnate a recuperare la macchina, ringrazio Peppe, scendo, mi baci al volo e nemmeno riesco ad entrare nella mia che sei di nuovo presente e mi mandi un messaggio e ti amo, cazzo. Ti amo. Restiamo a scriverci fin tanto non arriviamo a ridosso dei sogni. Ti ringrazio di tutto Amore, per le attenzioni, per l'esserci, per il capirmi, per il dialogo, per avermi fatto entrare così nella tua vita, per ogni minima sfumatura nei miei confronti che continua ad unirci maggiormente. In due giorni ho conosciuto molte delle persone che per te contano maggiormente. Grazie davvero Amore mio, il resto è il conto alla rovescia per poterti stringere di nuovo, per il tuo giorno da modella, per tutta la vita che aspetta, per poterti respirare ancora e incidere nel tempo altra vita a forma di noi due. Buon inizio di settimana.

[..Questo è il tempo di vivere te
fino all'ultima parte di me..
..Perché il mondo ha deluso anche te,
ora devi fidarti di me..]

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21/03/2009

L'attesa è coltelli affilati intorno alla vita nuda che spingono ad ogni minimo movimento. L'ansia è quegli stessi coltelli portati sul collo ma così stretti che non permettono nulla e nessuno può aiutarti. La verità non è mai assoluta, è soggettiva e sfumata dalle impressioni, il tempo è soltanto utile a superare gli errori. E mi trovo così, incastrato fra coltelli, impressioni e con il bisogno di correggere errori. Fa male, ma lo stesso mi muovo perché non riesco a stare fermo. Quando vieni a capo di te stesso, non puoi altrimenti. La realtà è che io ho paura. Già, proprio io. "Signori e signori, benvenuti all'avvenimento, trentennale per giunta, in ammissione pubblica, vi riveliamo che il pluri oratore, mezzo artista, consigliere e uomo progmatico per eccellenza, ha paura. Gianni D'Ambra ha paura!". La mia faccia sul bersaglio da colpire come meglio si crede. Io ho paura. Ho paura da quando ho capito, stanotte, che io così non ho mai amato, da quando mi sono reso conto che non sei un in più, ma l'esigenza per vivere come non ho mai vissuto, da quando ho marcato la linea tra desiderio e bisogno reale. Perché io non spero una vita con te, io la voglio. Scoprirsi così vulnerabili però, colpisce forte. Un minimo vento contrario assomiglia alla tempesta, un'onda ad un maremoto, un movimento precario ad un terremoto. Percezioni, le chiamano. E i recettori delle mie percezioni ora sono assolutamente più sensibili: è la paura che li aziona in questo modo. Ma perché ho paura? Mi sono chiesto tutta la notte, tutto il tempo rimanente tra il chiudere gli occhi e spalancarli. Perché ho una reale idea di quanto starei male perdendoti, sarebbe il colpo più duro, quello da cui non potrei più riprendermi. Giorno per giorno, cercando di esserci, impegnandomi affinché tu superassi le tue insicurezze, ho finito per scoprirmi tantissimo e mi sono ritrovato completamente dentro questa nostra cosa, questo noi due. Nel processo di dare, ho anche avuto e questo è innegabile e assolutamente coerente, solo che questo scoprimi così, per me non è era naturale. Ecco che allora una tua minima assenza - lo so bene che stiamo parlando di dettagli - spaventa più del necessario. Ecco che ogni piccola cosa sommata ad un'altra, diventa paura. E, ieri poi sono arrivato al limite. Il massimo dell'insicurezza - che poi non sono capace o non mi ci so trovare nella parte dell'insicuro - e l'idee malsane hanno preso forma da sole e si sono aggiunte alle cose che non capivo. Ho scritto una mail che non ti ho mandato. Ho messo davanti la razionalità allo stato d'animo, ai sentimenti contrastanti, me lo sono imposto. Ho tenuto finché ho potuto. Sono uscito, sono andato al pub, avevo la faccia di chi sta male, me l'hanno detto tutti, ho cercato di mangiare qualcosa, bere qualcosa, ma avevo lo stomaco così chiuso che non avrei mandato giù nemmeno un po' d'acqua. Sono andato via allora, mi sono fermato sul lungomare. Sono sceso a respirare aria e salsedine a controllare se il mare era sempre al suo posto, avere una garanzia assoluta. Sono rientrato in macchina, mi ero gelato. Ho visto il tuo messaggio, ti ho scritto che non ero arrabbiato, non lo ero davvero. Avevo pensato di doverti delle spiegazioni, scriverti i miei stati d'animo e per via del wap gratuito, volevo farlo attraverso facebook, un messaggio di posta. Pensavo di scrivere qualcosa che ci avvicinasse - anche se tu dal tuo punto di vista e non conoscendo il mio pensavi già di esserlo - e mi sono connesso. Ma ho trovato la sorpresa di uno status antipatico, dove te la ridevi come se niente fosse, dove io ero escluso. Mi sono sentito solo. Ho tamponato finché ho potuto, ho aspettato un'altra mezz'ora, bruciato alcune sigarette. Perso la cognizione del tempo. Speravo ti facessi sentire, non è successo, giusto o sbagliato che fosse, non è successo e la razionalità se ne è andata a farsi un bel giro. Ti ho chiamata e il resto lo conosci perfettamente. Il resto è la mia notte in bianco a camminare il corridoio, fumare sigarette al bagno, tornare al letto, guardare il cellulare. Il resto è stato rendermi conto di quanto fossi spaventato, di quanta paura mi corresse nelle vene per esserci dentro sul serio, per amarti davvero. Il resto era associare le parole che mi avevi detto al telefono a quelle mancanze che io avevo sentito. Il resto è stato scoramento, rabbia, tristezza, bisogno di te costante.
E' il breakeven, la linea di pareggio, il nostro pareggio, quello vero. Il momento in cui si riparte dallo stesso punto, come due atleti allo start, che però non devono vincere singolarmente, ma insieme.
Mi dispiace farti male, in qualsiasi forma questo avvenga, sia avvenuto, mi dispiace veramente. Il mio intento, da quando ho iniziato a conoscerti, è soltanto quello di vederti felice, sorridere, farti sentire appagata. Costruire, costruire, costruire. Perché quando io chiudo gli occhi e penso a qualcosa che riguarda il mio domani, tu sei con me. Integrante, congrua, ne fai assolutamente parte. Tu sei il domani che cerco, ma per essere domani, si passa dall'oggi. E l'oggi è lastricato da tutti gli ieri che abbiamo condiviso perfettamente insieme, di cui sono fiero e probabilmente ti senti fiera anche tu. Perdona la mia paura, la sto combattendo come tu hai fatto tempo addietro con la tua, ma lo sto facendo sul serio, è la mia prima volta, doveva succedere prima o poi, ma sono contento che sia accaduto proprio con te, l'unica persona in grado di capirmi, l'unica in grado di strarmi dentro veramente. Scusami per l'inaspettate difficoltà, ma ce la sto mettendo tutta. Ti amo, davvero.

[..Ma l'unica cosa evidente è che il mostro ha paura..]

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20/03/2009
E` cambiato il clima, e` cambiata l'aria, e` cambiata la mia espressione durante le giornate. A tempo di record ieri sera sono rientrato a casa e in un'ora nemmeno mi sono sbarbato e docciato, e sono corso da Roberto, il mio fioraio di fiducia, una rosa per te (una delle migliori che mi abbia mai venduto tra l'altro) e un piccolo bouquet per mamma, per ringraziarla del pensiero dell'altra sera: d'altronde i bigne` li amo, ma vederti inaspettatamente per una mezz'ora al volo mi e` piaciuto chiaramente di piu`. E cosi` per le otto, dopo un aperitivo veloce, vengo a prenderti e recapiti il bouquet a mamma e torni e ci avviamo in pizzeria. Il tipo del parcheggio ti apre lo sportello, me lo ricordavo dal mio compleanno, tutto cordiale, tutto alla mano e tu "non aprire la porta!": non ti aveva ascolta e lo aveva gia` fatto. Scendiamo, aspettiamo il posto, giochi con le mie guance "ma quanto sono morbide, bello lui!" e poi ci sediamo, ordiniamo - in due tempi -  e ci scambiamo tanti sguardi e tanti contatti che sono piu` di migliaia di parole. C'e` il signore anziano che sta per spirare accanto a noi, provo a non ridere e non ci riesco, tu invece prendi piede e messaggi con Silvia, sorrido e mi piace vederti addentrata cosi` tanto tra i miei affetti. Arriva la pizza e la mangi di gusto, buona davvero, pure io non lesino l'appetito, tuttavia non riusciamo a finirla, ci fumiamo un paio di sigarette tra una portata e l'altra e siamo coccole e progetti e voglia di fare, prospettive. Mi fai stare bene, sempre. Quella tua naturalezza di dire la cosa giusta con frequenza e la tua ironia "Non ti sei fatto la ragazza, ti sei fatto la colf" dici riferendoti a come saresti attenta nel tenere linda e pinta casa, magari davanti a mia madre che valuta l'operato con te ancora in ginocchio a pulire tra gli interstizi del pavimento. Ridi, ridiamo. Arriva il momento del conto, mi alzo per pagare e mentre torno al tavolo ti vedo scrivere col cell, io col sorriso ti chiedo a chi scrivi, per punzecchiarti un po', alla stregua di come fai tu con me e stavi proprio inviando un messaggio a me e leggo un tuo "mio:)" che la dice lunga sul senso di possesso e bisogno che proviamo l'uno per l'altra. Usciamo e ci andiamo a godere il nostro tempo dopo una pausa in bagno, e` anche piuttosto presto, di solito quando andiamo a mangiare fuori facciamo piu` tardi. Prima di rientrare l'ultima tappa e` alla cornettaria, scendo con dei capelli assurdi e ti preoccupi del borsello, ma non vediamo che abbiamo lasciato il mio cellulare sul pannello posteriore della macchina - ci sfottiamo un po' per la quantita` e tipologia dei cornetti e dei conti che non tornano col cassiere alla frutta. Tu mi dici che "la prossima volta aspetto fuori in doppia fila" io che ti rispondo che "sempre sette sono stati", ma e` bello cosi`, siamo due teste dure, due caratteri ben definiti, ma che si trovano, eccome se si trovano. Arriva il momento dei saluti ed e` stata veramente una serata stupenda. Mi tornano in mente particolari vari - sai a cosa mi riferisco - e i discorsi che abbiamo scambiato, da Dublino al tradimento, - "Amore ma quello non e` un tradimento e comunque noi due siamo esclusi" - dal palazzo dell'Heineken a Mirabilandia, per poi ritrovare le parole dolci che riempiono anche le distanze fisiche in giorni come oggi in cui non possiamo viverci. Arrivo a casa e ci scambiamo i teneri messaggi di rito, tra l'uno e l'altro mi addormento e risveglio e alla fine crollo e stanotte ti ho anche sognata. E addesso, mentre riprendo lucidita`, mi rendo conto di quanto davvero stiamo crescendo, di quanto questa storia sia forte. Ci meritiamo un cazzo di "bravi davvero!". Mi metto a dare del mio in ufficio. Buon venerdi` Amore mio.
Noi due
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19/03/2009
L'avevo chiuso in una scatola e infilato nell'ultimo cassetto in fondo all'armadio. "Meglio cosi`" avevo pensato. Parcheggiato in mezzo ai sogni caduti, alle speranze spirate, ai ricordi meno piacevoli. Guardare gli ieri dall'alto in basso con quella capacita` analitica e certosina che aiuta a scremare gli errori e i sensi di colpa da quelli altrui. Ci bastano i nostri. "Meglio li`" mi ero detto. Meglio non affondarci, attingerci ancora, meglio in una scatola, meglio lasciarlo impolverare. Vivere la vita subendo gli eventi e senza ancorarcisi troppo, quasi spettatore dal finestrino di un treno: tutto scorre senza lasciare una traccia evidente. Col sapore ne` amaro ne` dolce del niente - perche` niente era troppo importante - camminavo nei giorni di aridita` emotiva e tutto sommato mi ero anche abituato a farlo. Non ero felice, no, ma nemmeno scontento. E` un po' come respirare, lo fai perche` necessario, non ti costa fatica. Poi non lo so che cosa e` successo, non lo so com'e` capitato. Avevo una sensazione strana. Quel sesto senso che ti avverte che sta cambiando qualcosa. Una mattina ho riaperto l'armadio, ho guardato bene in fondo e ho ritrovato la scatola. L'ho aperta, ma era vuota. Assolutamente vuota. Deserta. Ispezionata in lungo e largo: niente. Non c'era piu`. Qualcuno l'aveva rubato, ma non me ne ero accorto. "Quando?" mi sono chiesto ricordando i vari passaggi tra un'azione all'altra. Giorni, settimane e mesi da scartabellare. "Qui no, qua no, nemmeno qui". E poi, eccoti li`, un momento in mezzo a tanti, e` stato li` che sei entrata. Non ti ho sentita, non c'e` stato un rumore di passi evidenti, nemmeno un'orma o piu` d'una da seguire per arrivare a te. E ricordo esattamente il momento, adesso. E` stato il 6 Febbraio. Quel giorno mentre mi ero distratto lo hai preso. Prima hai preparato la strada, il piano per arrivarci, poi l'hai preso. E se ora penso che e` nelle tue mani, un po' mi spaventa, tuttavia ne sono felice. Non avrei trovato custode migliore. Da allora sono passati tanti altri giorni e pare proprio ne passeranno tanti altri. Non e` mai semplice fidarsi, affidarsi, i trascorsi hanno un peso ben definito, ma cio` che e` stato e` stato davvero, non puo` avere senso far pagare i conti a chi si impegna per non fare male, per fare soltanto bene. E` un confine labile, che pero` fa la differenza. Non sono perfetto, ma tento di migliorarmi ogni giorno, capire un errore, correggerlo. Sono propositivo, sempre. Tutte cose che conosci e vivi con me dandomi tutta te stessa. E ti ringrazio davvero di questo. L'avevo chiuso in una scatola e infilato nell'ultimo cassetto in fondo all'armadio. Ma non avevo fatto bene i conti e ora il mio cuore e nel posto giusto. Insieme al tuo, insieme a te.

[...a te che sei la fantasia
nell'asfissia dei cieli miei,
tu sei la sola cosa nobile
dei miei giorni plebei.
Perché tu sei la mia eresia
in questa idolatria agli dei:
potrò lasciarti sposa immobile
io che non ho trofei
dentro i miei musei
nei tornei che non ho vinto...]
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18/03/2009
Cammini la piccola discesa che non sono nemmeno cinque minuti che sono arrivato, dopo una giornata in cui sei stata dolcissima e presente ogni volta che hai potuto - mi vizi, lo sai e me la godo - finalmente riesco a stringerti. "Dammi un bacio" mi dici dopo averne scambiati a decine. Poi ti chiedo perche` oggi ti sei arrabbiata, mentre litighi con la cerniera del giaccone di pelle. E mi racconti del casino per il libro di Baglioni, di come non te l'hanno tenuto da parte e dell'andare quindi con 'daddy' a fare dei giri - forte la telefonata a Peppe per smuoverti dal fotografo - e a trovare il romanzo altrove. Si` perche` volevi farmi soffrire ma poi non ce l'hai fatta e me lo dai e praticamente lo scarto  mentre guido "senza mani" e tu "tanto sei abituato" e scoppiamo a ridere e lo guardo "devo farti la dedica, ancora, ho portato la penna", penna che hai lasciato in macchina mia. E poi ti chiedo se il libro che mi hai preso e` uguale a quello che ti ho preso anche io e lo prendi da sotto il sedile e cosi` siamo due bambini felici con il loro regalo. Vederti sorridere e` la cosa migliore. Una volta arrivati mi "cacci" fuori dalla macchina per scrivermi la dedica e io aspetto e nel mentre mi fumo una sigaretta, prendo la bottiglia di brut rose`, rientro, tu stai ancora scrivendo e preparo i bicchieri recuperati al John Bull (grazie Claudio). Finalmente ci scambiamo i libri e possiamo leggere le rispettive dediche e sei dolce da morire con la tua. Ti bacio, abbraccio, mi consumi di baci anche tu e brindiamo, ci facciamo tre bicchieri. Mi traffichi nel cofano e ti spiegho il "trucchetto". Sei tremenda e ci godiamo il nostro tempo. Tiziano in sottofondo, sento caldo/sento freddo, trovi il modo per farmi stare zitto. Poi restiamo cosi` e mi tieni addosso, mi preoccupo sempre di pesarti e tu invece non mi concedi un millimetro nascosta nel mio maglione che ora sa di te. Mi baci, accarezzi, stringi. Parliamo di tante cose e sei tutto, anzi piu` di tutto quello che io abbia mai pensato di poter provare. Poi scoppi a ridere quando mi alzo, io ti guardo basito. "Che e`? Che ti ridi?" E continui a farlo. "Oddio sembri Morgan!" e mi fai scompisciare, mi fai morire e ci coccoliamo e non vorremmo rientrare nemmeno questa volta, ma e` giusto cosi`, meglio godersi i momenti che abbiamo e sfruttarli al massimo che infarcirli di nervosismo inutile. Lasci che sia amore nel modo che ci e` piu` naturale possibile e ti ringrazio, perche` bene cosi` non sono mai stato. Rientro a casa, mi guardo allo specchio e ho quel sorriso ebete che non sono abituato a vedermi sulla faccia. Tu sei crollata, stanca. Ti riprendi al volo per mandarmi un messaggio, ti mando la buonanotte anche io e la vita non mi e` mai parsa cosi` bella e questo soltanto per merito tuo.

Bicchieri
[..E ho guardato dentro un'emozione e c'ho visto dentro tanto amore
e ho capito perche` non si comanda al cuore..]

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17/03/2009
Oggi ti "frego" Amore, scrivilo tu il post!:-) Buona giornata!
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16/03/2009
Un altro giro di tabellone, quasi fosse un gioco da tavolo, il monopoli, quello dell'oca. Se ne e` andato velocemente il weekend, segno che il tempo e` pieno, che le cose fatte sono state molte. Avevo chiuso il venerdi` ancorandomi alle tue espressioni davanti all'anello, dopo che Jumby ti aveva spaventata durante il film. Avevi incollato sul viso il migliore dei sorrisi - non quelli di circostanza che conosciamo bene e che non sono propri del nostro essere noi due - ma di quelli che si cercano e che sono mancati a lungo fin tanto non ci siamo trovati. E Sabato mi sono svegliato con calma, tu sei andata a fare colazione con Enrico, io non mi ricordo nemmeno con cosa ho fatto colazione, ma ricordo che la mattinata mi e` sparita in un attimo e mi sono ritrovato verso le quattro da Bibby per il progetto casa. Non ho urgenza, pero` avere una panoramica generale aiuta eccome, capisci come muoverti, qual e` il budget, come funzionano veramente le cose e lei e` stata paziente, mi ha spiegato tutto meticolosamente e mi ha fatto anche simpatia trovarmi dalla parte dell'alunno. Certo, potessi vorrei qualcosa di piu` di un monolocale tra Acilia e Dragona, che un bilocale a Torvaianica, ma dalla mia parte ho la fortuna di non avere una reale urgenza se non quella personale di ritrovare il mio spazio come qualche anno fa a Milano. E dopo un paio d'ore di telefonate per prendere accordi e per vedere le varie case e di ulteriori spiegazioni da parte sua, sono passato a trovare papa` per  parlarne un po' - mi aspettavo un po' di resistenza, ma d'altronde non si puo` avere sempre la botte piena e la moglie ubriaca - per poi vedermi con Luca e infine andarmi a preparare. Sullo sfondo, ovvio, sempre tu. Tu e i tuoi messaggi, con la tua dolcezza, con la tua allegria, la carica, la voglia, l'esserci. Alle nove poi sono passato a prendere Manuela ed eccoci da te e ci salutiamo e saluti Manu ed entriamo e Sara che mi caccia via dalla saletta perche` c'e` qualche collega di tuo padre. E sei tenera, passi piu` volte, scherzi e ridi e fai vedere l'anello a Manuela e lei che mi fa mille domande. E parliamo di te, della casa, del lavoro - storie assurde - e poi usciamo per una sigaretta, esci anche tu a fumare con la sola camicia e hai freddo e ti darei il maglione e chiacchieriamo un po', fin tanto non cedi, butti la sigaretta a meta` e rientri. Intanto arriva anche Bibby e le porti una birra e ci ammazziamo dalle risate perche` lei non la beve e io mi gustavo gia` l'amaro. Poi finalmente ceni e ti riposi un attimo e ti porterei via con me e purtroppo non si puo'. Ci avviamo e ci facciamo un giro, passiamo sul lungomare, arriviamo a Torvaianica per scoprire meglio com'e` la situazione da quelle parti. Bibby sta morendo di sonno e salta il cornetto, l'accompagnamo alla macchina e restiamo Manuela ed io. Mi ascolta, le parlo, mi da consigli sentiti da sincera amica, dice cose che in fondo non mi aveva mai detto e me l'abbraccerei, ne avro` occasione poi, perche` arriva Nunzio, sfattissimo dalla serata lavorativa ed entriamo al  bar, ci prendiamo qualcosa e poi ci salutiamo ed e` l'una passata. Mi mandi un messaggio ed io sono gia` li`, mi chiami anche. E mi sbuchi dall'interno con quel viso che e` tutto un programma, prevedo gia` che sara` un insieme breve. Come gia` scritto, volevo evitarti il circoletto, ma sei testona perche` ti dispiace se stiamo poco insieme, ti racconto al volo di casa, mi dici un po' la tua, ma non ce la fai piu` e alla seconda volta che propongo di andare via, finalmente cedi. Chiaro che fosse stato per me ti avrei tenuta tutta la notte e oltre, ma so che tu avresti fatto lo stesso a parti invertite e avresti capito che bisgona pure recuperare un po' di forze. Ci salutiamo davanti al cancello, sei coccolona e dispiaciuta, io ti bacio e ti sorrido piu` che posso e ti dico di stare tranquilla. Aspetto che mi saluti dal portone e mi avvio verso casa. Prima di parcheggiare la macchina vedo due vecchi amici che non incontro da anni e ci salutiamo e aggiorniamo le vite, tu mi mandi la buonanotte e un altro messaggio a corredo rimarcando il tuo possesso e ti addormenti, giustamente, dopo una giornata piena e stancante. Vado a casa anche io, scrivo giusto due righe sul blog e mi metto a dormire speranzoso di ore e ore di riposo. Ma alle 8 i miei fanno un casino della Madonna, lavorano sulle nuove piante in balcone e mi prendono i cinque minuti. Testa sotto il cuscino, mi riaddormento e niente da fare, nemmeno un'ora dopo mi risvegliano e ancora un'altra volta alle 10. Mi aggiro per casa che ho il sangue negli occhi, posseduto, mi incazzo come una iena. Ti invio il buongiorno e tu mi rispondi subito gia` sveglia ma probabilmente ancora un po' addormentata. Provo a farmela prendere bene, comunque. Mi tuffo in doccia e do un senso alla giornata, per poi suddividermi fra piu` cose. Aspetto le cinque o giu` di li` che stacchi, mi fai ammazzare col tuo messaggio sui fazzoletti e ti vengo a prendere, aspettiamo anche Gianluca e Sara e ci avviamo decindendo di andarci a prendere qualcosa al Salus. E il pomeriggio scorre veloce tra aneddoti, battute, il gelato enorme di Sara, i nostri irish coffee, i cioccolatini alla fragola e alla menta, i discorsi piu` leggeri e quelli piu` importanti e poi muoversi verso le sette, dovevi andare a cena con i tuoi e ci avviamo e sei tenera, durante il tragitto per arrivare alla macchina ti fermi e mi abbracci e baci piu` volte. Sei incredibile e mi ti gusto con l'attenzione di chi sa che dovra` aspettare ancora un altro giorno per viverti ancora. Arriviamo sotto casa e sei stupenda e mi lasci i fazzoletti che sai e non vorrei lasciarti andare, entri ed esci piu` volte dalla sportello per baciarmi e salutarmi ed e` sempre piu` palese il noi due che stiamo costruendo. Ci sentiamo con continuita` tutta la sera via sms da coccola fino al momento di addormentarci. Ed eccoci qui Amore, un'altra settimana inizia e si riparte dal punto fermo che siamo a vivere il resto come contorno. Buon lunedi` davvero visto che oggi torni anche a frequentare.

[..C'è una luce alla fine del tunnel ed è forse laggiù che si trova l'"uscita"..
Ma qualcuno mi stringe la mano e mi chiama, sei tu..
Ricomincia la vita.. ]

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15/03/2009

C'è così tanto silenzio che senza il ticchettio delle dita sulla tastiera mi sentirei quasi a disagio. Non sono stanco e non ho sonno, lo stesso però mi costringerò ad addormentarmi per recuperare qualche ora di riposo che verrà a mancare nella settimana a venire. Eri stanca. Te l'ho letto in faccia quando sei sbucata dall'interno, con quel viso assonnato che non chiedeva altro che di finire nel letto. Infatti non volevo arrivare al circoletto, non sono così egoista da non lasciarti riposare. Ormai starai sognando, io ho fatto due chiacchiere con due amici, ci si incontra nelle ore più strane. E' stata una giornata piena comunque. Soprattutto la tua, con gli scazzi che hai per dare retta alla gente e ai folli che lavorano con te. E allora buon proseguimento di sogni Amore mio, provo a dormire anche io, magari ci troviamo in qualcuno di questi fin tanto che dopo il lavoro verrò a prenderti e buongiorno anche per quando ti sveglierai. Sto con te.

[io perciò non ho paura
di niente se ci sei
perchè so che niente ti
potrà spaventare mai
perchè tutti sono buoni
se le cose vanno bene son leoni
ma se il gioco si fa duro
lo so che non te ne andrai
perchè tu non ti fermi
almeno quando dormi
se parti so che torni
non mi deludi mai
perchè so che reagisci
e dentro al fango tu non mi lasci
al mondo solo tu ci riesci
perchè non mi deludi mai]

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14/03/2009
E il giorno dell'ansia del tattoo è passato. Ero ottimista e sapevo che sarebbe venuto benissimo e infatti ieri sera sono stato decisamente soddisfatto, aspettative ripagate, non vedevo l'ora di risentirti da quando sei entrata. Quando sei scesa, bella come solo tu puoi esserlo, ti ho ispezionata in lungo e largo per notare ogni minimo dettaglio. E poi tu, tu con la tua curiosità, tu che mi stringi, mi baci, mi rubi come al solito la mano, tu che cerchi le cose che sono per te in macchina, dopo avermi dato quei teneri fiori di peluche che mamma ha già requisito. La chiavetta l'hai trovata subito e probabilmente l'avrai già scaricata sul tuo pc. Il ciondolino di playboy proprio non lo trovavi, avevo un sorriso largo così nel vederti impazzire e la terza sorpresa no, quella dopo il cinema però. E arriviamo che tu vai a prodigarti per i biglietti e io parcheggio, sei lì al centro del salone e mi aspetti e mi baci come arrivo e sei curiosa per quella terza cosa e mi chiedevi dove fosse, ma l'avevo nascosta bene. Stare davanti ad uno schermo di quasi dieci metri, ma comprendere costantemente che lo spettacolo sei tu accanto a me. Che hai paura, che non guardi "io ho problemi di cuore"! Che mi stringi la mano e allora ti bacio e per giocare ti stringo di colpo la gamba e salti. Poi torniamo in macchina, ci facciamo due risate ma tu hai l'attenzione per quella terza cosa e allora scendo e la prendo, ti sbrighi a finire la sigaretta - la butti a metà praticamente - e ti do la bustina. E tu già dalla busta capisci tutto, la apri, ma non sei tu ad aprire la scatolina, vuoi che sia io a farlo, che sia io a infilarti il gemello del mio anello da pollice sul tuo. E lo faccio e sei impazzita e poi l'hai tolto e poi lo hai rimesso e poi hai letto la dedica e poi lo hai rimesso ancora e poi lo guardavi incastrando la tua mano nella mia e poi hai scattato un paio di foto e sei felice e questo conta perché tu rendi felice me, perché noi ci rendiamo felici. E non c'è nulla che cambierei con noi due perché è la cosa migliore mi sia mai capitata, perché io certe emozioni, certe paure belle, certi brividi io non l'ho mai provati. E mi godo ogni istante che abbiamo, ringraziandoti per l'impegno, tanto e la fiducia che inevitabilmente hai finito per darmi. E se la posizione noi due è più che ferma, se anche sono certo che sempre ci sarai e sempre sarai qui a supportarmi accanto a me, io non voglio abbassare il tiro, voglio che sia sempre tutto al massimo, perché non si fermi mai la giostra, perché siano sempre sorrisi, perché io voglio viverti per vivere come solo tu sai. Buon inizio di Sabato Amore mio. Sto con te.
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